La bellezza del mondo vista da altri occhi: il grande Steve McCurry in mostra a Milano...

23 01 10 by

C’è un’odissea sconosciuta che la bellezza è costretta a percorrere nel nostro corpo dopo l’annuncio degli occhi. Dura pochi istanti, forse meno: è tortuosa, complicata, eppure impalpabile. Noi vediamo il bello e la retina, subito, urla un allarme chiamando in causa l’ stinto e ordinando poi alla pupilla di fissarlo senza distrarsi. Il nostro sguardo si incanta, ghermisce le forme, immagina; improvvisamente comincia a spedire al cuore, attraverso la gola, quella sostanza aerea di cui sono fatti i sogni e che crea languore. La centrale cardiaca, per non compromettere i battiti, getta ovunque le sensazioni ricevute: ai muscoli, nelle vene, nelle nostre zone segrete.       La bellezza, però, non sta ferma; non riesce. Ripercorre allora una strada inversa, portando con sè masse di emozioni, cariche di intensità e stupore. Raggiunge di nuovo il...

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Reportage dalla poltrona: la nascita del cronista moderno

12 08 09 by

Si dice spesso che la figura del grande reporter non esista più, che i giornalisti si siano impigriti, accomodati davanti a schermi piatti ed enciclopedie libere sul web e che il fare reportage si riduca ormai ad un orrendo copia-incolla. L’essere umano, si sa, ha la splendida e lugubre capacità di abituarsi a qualsiasi cosa, eventualmente ad adattarvisi: il risultato, in questo caso, è la perdita di fiducia nel giornalista, considerato alla stregua di un giornalaio. Nel migliore dei casi si smette di credere a privilegiati fannulloni, pieni di opinioni e pregiudizi, ma si smette anche di impegnarsi nella lettura degli ottimi reporter che ancora esistono; nel peggiore dei casi, si continua a riporre la massima fiducia in impiegati da quattro soldi, che del reporter non hanno proprio niente ma che, in compenso, utilizzano...

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Intervista a Mariana Van Zeller, reporter di Vanguard US

18 04 09 by

Grandiosa, questa terza edizione del Festival Internazionale del Giornalismo, che ho avuto l’onore di seguire dall’interno scrivendo per il web magazine ufficiale. Durante l’incontro con i giornalisti del team USA di Vanguard, una folla molto interessata di giovani ha avuto il piacere di ascoltare dal vivo la testimonianza diretta dei fautori di un nuovo modo di concepire il giornalismo d’inchiesta: i Vanguard Journalists Kaj Larsen, Christof Putzel, Adam Yamaguchi e Mariana Van Zeller (mentre il primo da sinistra è Davide Scalenghe, di Current Italia, che moderava il dibattito). Proprio quest’ultima perla del reportage internazionale è stata con noi per una piccola intervista, subito dopo l’incontro. Piena di energia ed entusiasmo, questa piccola grande donna ha la curiosità di una bambina ed il coraggio dei grandi reporter della storia. Di origine portoghese, ha vissuto in...

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Il patrimonio fotografico di LIFE finalmente online

22 02 09 by

L’avanzata di Google non conosce limiti e nonostante il momento di crisi mondiale non perde occasione per allargare i suoi orizzonti con progetti originali ed innovativi. Oltre a Street View, l’applicazione legata a Google Maps che permette di passeggiare virtualmente per le vie delle città del mondo, c’è una grande novità che ci riguarda particolarmente: LIFE images. Come avevamo preannunciato, finalmente l’immenso archivio storico dei fotoreporter che hanno lavorato alla prestigiosa rivista americana sarà online, per poter essere ammirato o scaricato sul proprio hard disk – ovviamente solo per scopi personali non commerciali. Ad oggi le immagini non sono ancora state inserite tutte, ma molte sono già disponibili e la loro data va dal 1750 ad oggi – alcune di esse mai pubblicate. Per cercare un’immagine nell’archivio Life di Google, quindi, vi basterà aggiungere...

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Viaggio nell’America che aspetta Obama, tra dignità e miseria

12 01 09 by

Trovo che Paolo Guzzanti sia un grande giornalista.       A prescindere dalla sua carriera politica e andando oltre alcune polemiche che ci sono sul suo conto, lo considero un giornalista leale che in linea di massima scrive, con uno stile asciutto e molto piacevole, le cose come stanno. Ultimamente mi ha colpito in modo particolare il suo reportage dagli Stati Uniti apparso sul sito web de Il Giornale qualche settimana fa, “Viaggio nell’America che aspetta il messia Obama“. Uno sguardo impietoso su quella che si considera la prima potenza al mondo, che ora raccoglie le briciole della sua gloria, tra dignità e miseria. […] Arrivo in Florida da Washington e trovo la desolazione. Nella capitale avevo già notato il crollo delle merci e dei prezzi nei negozi, cartelli che indicano vendite, saldi, tutto...

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Dall’esercito Usa con furore, i nuovi disertori per la pace

6 01 09 by

Raffella Scaglietta ha raccolto una bella testimonianza per L’Espresso. In questo momento particolare di guerra, in cui centinaia di civili – tra cui moltissimi bambini – vengono uccisi, abbiamo più bisogno di speranza che mai. L’utopia di una nuova coscienza pacifica che nasce all’interno di chi fa la guerra è sempre più reale, e i ragazzi americani che disertano sono sempre più numerosi e rumorosi. Come quelli della base di Vicenza, che si sono uniti ai comitati contro la guerra e per i quali stanno nascendo centri di assistenza e di sostegno, da parte dei cittadini vicentini. Una di queste storie è quella di Russel Hoitt, giovanissimo, che ha vissuto l’atrocità della guerra e ha detto basta. Ragazzi pieni di speranze che hanno sposato la causa antiterroristica dopo l’attacco alle torri gemelle dell’11 settembre...

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Community funded reporting: la nuova frontiera del fare reportage

26 12 08 by

Il padre di questo nuovo modo di fare giornalismo si chiama David Cohn, un ragazzo californiano che ha cominciato la sua carriera giornalistica scrivendo per Wired. Interessatosi alla tecnologia e a tutto ciò che riguarda il web 2.0, ha realizzato che le diverse dinamiche che stava seguendo potevano – e anzi, dovevano – essere applicate al nobile scopo del giornalismo di qualità. Di conseguenza, ha cominciato a collaborare come blogger con alcuni pionieri del “citizen journalism”, come Jay Rosen, Jeff Jarvis e Jeff Howe, che ha coniato la parola “crowdsourcing,” per indicare la nuova pratica del giornalismo “open source”. Molto affascinato dalle dinamiche del giornalismo “dal basso”, ha fondato Spot.us, un progetto senza scopi di lucro del “Center for Media Change“. Spot.us è il primo progetto di “reportage fondato sulla comunità”: attraverso questo sito...

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Internazionale a Ferrara #10: Inviati al fronte di guerra

19 12 08 by

Il reporter di guerra è stato al centro dell’incontro “Informazione. Dai nostri inviati al fronte“, durante il quale lo scrittore Antonio Scurati ha intervistato Jon Lee Anderson, giornalista statunitense, Jason Burke, chief reporter dell’Observer di Londra e Åsne Seierstad, giornalista e reporter norvegese, autrice del best seller “Il libraio di Kabul“. Ha introdotto Scurati con una data cruciale per quanto riguarda il reportage di guerra: il 17 gennaio del 1991. Fino ad allora il giornalismo che era nato nell’Ottocento non arrivava fino alla guerra, che veniva raccontata solo dai combattenti o, peggio ancora, dall’aristocrazia dei Paesi coinvolti, che avevano più dimestichezza con i giochi di potere. Dopo quella notte fatidica, in cui il mondo poté guardare in diretta tv il bombardamento di Baghdad durante la Guerra del Golfo, tutto cambiò. E l’evento spartiacque, dice...

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Internazionale a Ferrara 2008 #1: Intro

15 10 08 by

Anche quest’anno il “miracolo” si è compiuto. Dal 3 al 5 ottobre si è svolto il festival di giornalismo “Internazionale a Ferrara. Un week end con i giornalisti di tutto il mondo“, e anche quest’anno Altri Occhi non poteva mancare. I protagonisti hanno toccato numerosi ambiti dell’intelletto umano: giornalismo, reportage e documentario, letteratura, teatro, musica, fotografia, fumetto, filologia, finanza ed economia, storia, politica e religione, e sono arrivati per l’occasione dai quattro angoli della Terra: Africa, Asia, Stati Uniti e America Latina, Europa occidentale ed orientale. 32mila presenze, 64 ospiti da 28 Paesi, 56 eventi e 206 giornalisti accreditati dalla stampa nazionale e locale. Ebbene sì, tra loro c’ero anch’io, inviata per LaSpecula – e sono stata anche intervistata dalla Rai! Nonostante quest’anno l’organizzazione degli eventi sia risultata paradossalmente peggiore rispetto alla prima edizione...

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Una nave mercantile in rotta verso il futuro: Shanghai, l’altra faccia della globalizzazione...

1 10 08 by

[…] Il primo e secondo ufficiale di macchina, Siegfried Kuter e Holger Wust, mi hanno guidato per una ripida scala di ferro, su e giù per corridoi e passerelle, attraverso gli inferi della nave, in cui regnano calore, frastuono, sibili e rumori. Ci vogliono undici uomini per far funzionare il motore: in gergo li chiamano “spiriti delle cantine”, “piedi oliati” o semplicemente “neri”. Kuter e Wust, uno basso e l’altro spilungone, formano una squadra ben affiatata. Entrambi provengono dall’ex Ddr. Mentre Wust è tornato alla navigazione solo di recente, Kuter non l’ha mai abbandonata. Per entrambi la navigazione mercantile è stata un’opportunità per vedere il mondo: i porti del Pireo, dell’Africa occidentale, del Vietnam e della Cina […] Peter Haffner, giornalista svizzero, ha scritto per Das Magazin un lungo reportage su un oceano, il...

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Viaggio in ascensore, l’indicatore di civiltà

21 09 08 by

Come la cultura, le tradizioni ed i viaggi dei popoli, anche i loro mezzi di trasporto sono interessanti per capire le dinamiche sociali su cui essi si reggono. Nick Paumgarten del New Yorker ha scritto un reportage, pensate un po’, sugli ascensori. Sapevate, ad esempio, che il primo posto per qualità degli ascensori è la Gran Bretagna, e l’ultimo l’India? Questo reporter statunitense ci racconta del peggior incidente mai capitato su un ascensore, avvenuto nel 1945 all’Empire State Building, di come i passeggeri sanno istintivamente come disporsi sll’interno della cabina e di come in questo caso accettano una maggiore vicinanza rispetto alla “distanza intima” che solitamente riescono a sopportare. Di come l’11 settembre 2001 circa 200 persone sono morte negli ascensori del World Trade Center. Con bisturi – una miriade di dati alla mano...

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Cartoline da Checkpoint Charlie, tra i resti del muro di Berlino

31 05 08 by

Mai sentito parlare del graphic journalism? Si tratta di giovani fumettisti che si appassionano alla causa del giornalismo, combinando le due cose e creando dei veri e propri reportage fatti di vignette e didascalie. Quello che vi propongo qui di seguito è il testo che accompagna i fumetti di Arne Bellstorf, di Amburgo, che raccontano cosa è rimasto dal muro di Berlino. […] Qui in passato i carri armati russi e americani stavano gli uni di fronte agli altri pronti a darsi battaglia. Oggi s’incontrano turisti di tutto il mondo alla ricerca di tracce della Germania divisa, dei resti del muro. […] Al Checkpoint Charlie va in scena una rappresentazione in costume della storia tedesca. Così doveva apparire questo posto durante la “guerra fredda”. Oggi, però, le uniformi della polizia militare americana sono indossate...

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