Antropologia e politica a Kampala: Anna Baral ci racconta le elezioni ugandesi

21 02 11 by

[Anna Baral (nella foto in abito tradizionale), antropologa della Missione Etnologica Italiana in Africa Equatoriale dell’Università di Torino e studentessa PhD a Londra. Esperta dell’etnia del Buganda, regno tradizionale all’interno dell’Uganda moderno, ci racconta le ultime elezioni a Kampala. Le fotografie sono di Steven Lubwama.]         Sono stati annunciati ieri i risultati ufficiali delle elezioni presidenziali ugandesi, passate in secondo piano sui giornali europei per la concomitanza con l’onda rivoluzionaria dei Paesi a sud del Mediterraneo. Yoweri Museveni, al potere dal 1986, ha vinto di nuovo. Badru Kiggundu, presidente della contestata Commissione Elettorale, lo ha dichiarato vincente con il 68.4% dei voti, mentre il suo principale rivale, Kizza Besigye dell’FDC (Forum for Democratic Change) ha ottenuto il 26%; sono seguiti ad ampia distanza dagli altri sei candidati, fra cui Beti Kamya, fervente...

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La battaglia culturale dei Baganda: un’antropologa ci racconta Kampala

20 09 09 by

[Anna Baral (a sinistra, in abito tradizionale), antropologa della Missione Etnologica Italiana in Africa Equatoriale dell’Università di Torino. Esperta dell’etnia del Buganda, regno tradizionale all’interno dell’Uganda moderno, ci mostra le dinamiche che hanno portato ai terribili scontri di questo mese a Kampala, la “folle” capitale.]          Mentre a Kampala si contano i morti e i feriti lasciati sulle strade da una settimana di scontri, il silenzio dei media italiani avvolge come sempre i fatti di questo paese africano. Non è una novità che i numeri ufficiali diffusi dall’Ansa non siano sufficienti per capire la gravità degli eventi. I 24 morti accertati, i più di 100 corpi feriti che reclamano attenzioni negli ospedali della città (Mulago, Nsambya, Mengo tra i più affollati) e i più di 600 arrestati in attesa di processo non...

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Il risveglio di Kampala, la perla dell’Africa

31 05 08 by

Simon Kuper, giornalista ugandese del Financial Times (Uk), torna sulle tracce delle proprie origini prendendo per mano il lettore e raccontandogli di come Kampala, la capitale dell’Uganda, si sta aprendo, lasciandosi alle spalle la dittatura e la guerra civile. […] L’assonnata città di un tempo si è trasformata in una rumorosa metropoli, tappezzata di cartelloni pubblicitari e piena di matatu, i pulmini privati che sostituiscono i mezzi pubblici. […] Si dice che Kampala, come Roma, sia stata costruita su sette colli. Oggi ne comprende più di venticinque, ma sono le colline principali a dominare il paesaggio. A ognuna è associata una religione diversa. C’è la Muslim hill, con l’enorme moschea cominciata da Amin e portata a termine dal colonnello Gheddafi. C’è la Anglican hill, con l’ospedale dove sono nato e la cattedrale di San...

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