Tutto quello che avreste voluto sapere sulle Filippine

10 06 11 by

  [Francesco Conte, poliedrico giramondo e reporter impegnato. Ha viaggiato dal nord – Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Canada – al sud del mondo – Portogallo, Libia, Balcani, Brasile. Da quest’ultimo viaggio è nato il libro “Canto a due voci. Viaggio in Brasile”. Dalle Filippine. ]       Avrei voluto parlare di Rio de Janeiro e del Pan di Zucchero, di come fu scoperta a gennaio e fondata perché ricordava il luogo dove il Tejo incontra l’oceano a Lisbona. Avrei voluto ricordare che da lì nasce il nome Rio, “fiume”, quando invece quello non era un fiume, ma una baia. Oppure avrei potuto citare il Maracanà, la Musica Popular Brasileira (Mpb) e il grande cantante Chico Buarque de Hollanda. Avrei potuto, ma non lo faccio. Preferisco piuttosto attaccarmi al misunderstanding dei nomi per...

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Una nave mercantile in rotta verso il futuro: Shanghai, l’altra faccia della globalizzazione...

1 10 08 by

[…] Il primo e secondo ufficiale di macchina, Siegfried Kuter e Holger Wust, mi hanno guidato per una ripida scala di ferro, su e giù per corridoi e passerelle, attraverso gli inferi della nave, in cui regnano calore, frastuono, sibili e rumori. Ci vogliono undici uomini per far funzionare il motore: in gergo li chiamano “spiriti delle cantine”, “piedi oliati” o semplicemente “neri”. Kuter e Wust, uno basso e l’altro spilungone, formano una squadra ben affiatata. Entrambi provengono dall’ex Ddr. Mentre Wust è tornato alla navigazione solo di recente, Kuter non l’ha mai abbandonata. Per entrambi la navigazione mercantile è stata un’opportunità per vedere il mondo: i porti del Pireo, dell’Africa occidentale, del Vietnam e della Cina […] Peter Haffner, giornalista svizzero, ha scritto per Das Magazin un lungo reportage su un oceano, il...

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L’economia più bizzarra del mondo: il pericoloso commercio dei nidi di rondine...

18 09 08 by

Su L’Espresso di febbraio è stato pubblicato un reportage di Eric Valli, eccellente fotoreporter, che ci riporta una storia speciale da un luogo ai confini della Terra: 150 isole nel mare di Andaman, al largo della Thailandia, che custodiscono un’infinità di enormi grotte al cui interno vivono migliaia di rondini. I loro nidi, l’ingrediente più prezioso della cucina cinese, scatenano una vera e propria caccia al tesoro, con tanto di guerre, minacce e omicidi. Un chilo di nidi di rondine può arrivare a costare 3.500 euro sul mercato di Hong Kong, e gli esperti arrampicatori lavorano al buio ogni giorno sfidando le grotte e raccogliendo i nidi. Il reporter Eric Valli li ha seguiti, con coraggio e passione. […] Il vecchio stava davanti a me, a petto nudo. Mi sono alzato e ho scosso...

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Gloria e miseria di Calcutta, guazzabuglio della globalizzazione

15 09 08 by

Su Internazionale Viaggio è stato pubblicato un reportage di Robert Kaplan, giornalista statunitense dell’Atlantic, sulle contraddizioni di Calcutta, una tra le città più densamente popolate al mondo. Da una parte giganteschi pannelli pubblicitari illuminati, automobili di ultimo modello, taxi di lusso, centri commerciali enormi e cinema multisala. Dall’altra parte risciò, mendicanti, senzatetto e fatiscenti palazzi dell’Ottocento. Tra narghilè, lampadari di cristallo e bancarelle, il reporter dipinge un efficace quadro sociologico che ripercorre la corsa al benessere di questa bizzarra città indiana. Seguendolo nel suo viaggio, documentato passo per passo, spiega come i nuovi ricchi vogliono sterilizzarsi dall’orrore dei poveri. […] Calcutta è oscena. Esco da un caffè di lusso con le vetrine tappezzate di adesivi delle carte di credito, che offre una variegata cucina indiancosmopolita fatta di stravaganti cocktail a base di caffelatte e...

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Altri Occhi Estate: reportage e consigli di viaggio #9: Corea del Nord

4 09 08 by

Siamo in Corea del Nord, l’ultimo paese comunista doc: la capitale, infatti, Pyongyang, è disseminata di imponenti testimonianze del regime, come l’immenso arco di trionfo, il monumento per la Riunificazione Nazionale. Di fronte al Mansudae invece, un enorme monumento con la statua in bronzo alta venti metri dedicata alla guida del Paese, Kim Il Sung, i cittadini in silenzio portano mazzi di fiori. Da vedere anche la torre della Juche Idea: 170 metri con in cima una torcia rossa, simbolo della filosofia politica di Kim Il Jung. Dopo anni di isolamento, la Corea del Nord ha deciso di aprirsi al turismo occidentale. Arrivando da Pechino, si ha l’impressione di essere tornati indietro di almeno quarant’anni. Pyongyang è adagiata sulle due rive del Taedong, mentre palazzi, grattacieli e monumenti esaltano Kim Il Sung eil Partito...

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Altri Occhi Estate: reportage e consigli di viaggio #4: Corea del Sud

29 08 08 by

Tra i numerosi viaggi della giornalista Chiara Alpago-Novello c’è la Corea del Sud. E’ uno dei Paesi più avanzati dell’estremo Oriente, e come tale è diviso equilibratamente tra passato e futuro, tra taxi di lusso e templi misteriosi. Il contrasto è fortissimo: la vera attrazione della Corea del Sud. A Seoul, infatti, si può tranquillamente trovare delle religiose in vestito tradizionale che fanno shopping nei negozi del centro, oppure al contrario, politici che si inchinano davanti ad una testa di maiale e che per assicurarsi la sua protezione dalla malasorte, gli infilano banconote nelle orecchie e nella bocca. Un Paese con un tasso di connessione ad internet tra i più alti al mondo, ma in cui gli edifici vengono inaugurati rigorosamente dagli sciamani, che hanno, in verità, il loro sito internet; un Paese che...

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Regime olimpionico: giochi blindati nel Paese della censura

8 08 08 by

Oggi – alle 14.00 ora italiana, alle 20.00 ora cinese – si è tenuta la cerimonia inaugurale dei giochi olimpici. Altri Occhi non può restare imparziale davanti ad un dibattito importante come quello delle Olimpiadi in Cina, ma credo che in questo caso – opinionismo a parte – non ci sia niente di meglio dei fatti nudi e crudi: fatti che, come vedrete, non hanno bisogno di commenti. I fautori del regime, i cinesi che lo supportano e tutti coloro che traggono vantaggi dal sostenerlo, sono finalmente giunti ad ottenere ciò che aspettano da anni, lo spettacolo più grande e più remunerativo del mondo, Beijing 2008. Ma la questione non è così semplice come può sembrare guardando i classici tg nostrani, che fanno di ogni cosa un battibecco partitico continuo. La Cina deve fare...

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Tangshan, reportage da una terra distrutta

23 07 08 by

C’è un testo, nella storia del giornalismo cinese, che testimonia quanto sia importante il ruolo che il reportage svolge per l’umanità e la missione fondamentale che si prefigge. Sto parlando del reportage di Gang Qian sul disastroso terremoto di Tangshan del 1976, reperibile in Italia all’interno del libro “Catastrofi. I disastri naturali raccontati dai grandi reporter”. Si tratta di un eccezionale testimonianza storica che il celebre reporter, allora giovanissimo, ha creato sulla base dei racconti dei sopravvissuti, tra “lacrime e canti”. Ha rintracciato uno per uno i testimoni oculari del più grave disastro urbano della storia contemporanea, che ha causato la morte di oltre mezzo milione di persone. Anziani che hanno il rifiuto per gli alimenti dolci perchè la salvezza arrivò insieme al glucosio, dopo giorni passati in fin di vita sotto le macerie,...

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Una rete di accoglienza per le bambine cambogiane

1 06 08 by

Su The Jakarta Post (Indonesia) è stato pubblicato un toccante reportage sulla vita e sull’attività della donna più famosa tra le bambine asiatiche tra gli 8 e i 16 anni: Somaly Mam, cambogiana di 37 anni, madre di tre figli, con alle spalle un’infanzia tragica come le bambine che salva, ha creato nel 1996 una rete di accoglienza per le giovani vittime della vendita e della prostituzione forzata – spesso voluta proprio dalle loro famiglie. Si tratta della ong Afesip, “Agir pour les femmes en situation précaire”, che prende sotto il suo tetto bambine e ragazzine costrette dai propri genitori a prostituirsi, e che gestisce tre ricoveri in Cambogia, impiega più di 300 persone negli uffici in Thailandia, Laos e Vietnam, e permette così alle vittime di istruirsi e costruirsi una dignità. L’organizzazione ha...

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La terra ai confini del nulla, l’Irian Jaya, il "Glorioso Irian"

24 05 08 by

Oggi alle 18.30 si inaugura a Roma la mostra Be Carefully, dal reportage fotografico di Grazia Menna sulle realtà tribali della Nuova Guinea Occidentale, l’Irian Jaya – appartenente all’Indonesia, a differenza della parte orientale, lo Stato indipendente Papua Nuova Guinea. Ha seguito le tracce della popolazione Dani, soffermandosi sui dettagli degli indigeni: la collana, i denti, la barba, il riso, le scapole, un testo, un copricapo o un astuccio penico. Quello che la fotoreporter ha voluto immortalare è la sensazione di imminente cancellazione che caratterizza quei luoghi così lontani dal mondo e così dispersi, che conservano elementi culturali unici che purtroppo, anche lì, lasciano il posto alla colonizzazione delle missioni cattoliche e dell’economia. Come scrive Anna D’Elia, nel presentare questo reportage, “questa volta l’indigeno non è prodigo di ciò che l’Occidentale cerca in lui:...

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Come nacque il Bangladesh

22 05 08 by

La storia della repubblica popolare autonoma bengalese comincia con una profezia. La profezia di un giovane capitano del gruppo indipendentista Mukhti Bahini, di nome Abdurav. La guerriglia dei poveri, cioè dei 70 milioni di bengalesi contro i 70 mila occupanti pakistani, comincia con le parole di un capitano che voleva restituire la libertà al suo popolo distrutto e a rischio di genocidio: ce lo hanno raccontato Guido Gerosa, nel ’71, con un bellissimo reportage per l’Europeo, e Raymond Depardon, con le sue fotografie in bianco e nero. […] “Per ora siamo braccati nelle foreste, ma a dicembre entreremo in Dacca liberata. […] Il morale dell’esercito pakistano è a pezzi. Si ritrovano accerchiati dentro una terra dove non hanno fatto che struprare e uccidere. Quando si scateneranno le grandi piogge l’armata di occupazione risulterà tagliata...

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Cavalcare agli antipodi

27 04 08 by

Nella prima fotografia, di Gordon Wiltsie, dei mandriani guidano i cavalli per il ritorno a Darhad Valley, in Mongolia, dopo lo svernamento nell’altro lato delle montagne, a più di tremila metri di altezza. Queste popolazioni hanno vissuto spostandosi tra le montagne per generazioni, ma il governo si sta impegnando per trasferire le popolazioni nomadi in centri urbani più stabili. Questo, purtroppo, significherà la fine di questi viaggi che si ripetono due volte all’anno. E’ davvero un peccato che tutto questo si perda, e che si perda il piacere dell’uomo nell’ammirare quei colori, ascoltare quei suoni, sentire quei profumi, nella natura. Qualcosa che noi “occidentali civilizzati” abbiamo già perso da tempo. Nella seconda fotografia, invece, di William Albert Allard, un uomo si esibisce in un rodeo, completando il giro di introduzione in un’arena di fango...

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