Un blues veloce: Parigi tra buio e luce

5 07 11 by

[Foto e testo della romantica fotoreporter Marta Facchini da Parigi]       Appena usciti fuori dal pozzo della metro il respiro si fa affannoso, ma non per colpa degli ultimi scalini saliti con sforzo: è lo squarcio del cielo che ferisce gli occhi dopo l’ombra, sono i rumori frenetici della vita di superficie che fanno accelerare il battito. Il primo incontro che apre a Parigi è proprio questo, il contrasto tra il buio delle viscere e la luce. Il giorno comincia appena in cima ai gradini, quando i suoni della città, i suoi odori, il caos dei marciapiedi tirano uno schiaffo in pieno volto. All’improvviso si è catturati dal flusso dei passanti, dalle vene aperte delle strade. Si diventa parte di un ritmo frenetico, di un movimento che prende velocità. Lasciato alle spalle il...

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Linea di confine. Il ponte delle arti a Parigi

4 06 11 by

  [La romantica fotoreporter Marta Facchini da Parigi].       Pont des Arts è una linea di confine. Come una terra di mezzo, conserva il fascino dell’indeterminatezza, dell’unione meticcia di elementi che non si lasciano sciogliere al primo sguardo. Sospesi tra la pesantezza marmorea delle finestre del Louvre e la leggerezza libertina della rive gauche, gli archi di legno sono il palcoscenico di un caos calmo che rinasce ogni sera. Volti, suoni e odore aspro di fumo; il ponte è un interregno ecumenico tra la velocità del movimento e la pausa del riposo. Di giorno crocevia, al tramonto i suoni cambiano diluendosi in una lentezza notturna; solo passanti, tanti destini possibili che non si lasciano stringere in pugno, come Parigi.    Foto e testo di Marta Facchini...

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Altri Occhi Estate: reportage e consigli di viaggio #1: Parigi

26 08 08 by

C’è un luogo, a Parigi, dove l’arte non è in vetrina ma all’interno di una fabbrica abbandonata; un luogo che non si chiama Museo bensì Sito di creazione contemporanea, che dà all’ambiente la connotazione di uno “spazio vivente”. E’ il Palais de Tokyo, il laboratorio sperimentale creato all’interno del Museo Nazionale d’Arte Moderna, che ospita installazioni, performances, proiezioni video, concerti live, ma anche dibattiti con artisti, stages e workshop, oltre alla enorme libertà di movimento al suo interno. Organizzato su diversi piani ed aperto fino a mezzanotte, quest’ala del Museo – inaugurata nel lontano 1937 – rende l’arte un gioco accessibile a tutti, essendo, contemporaneamente ad un Museo-laboratorio, anche una libreria, una boutique, un ristorante: un utopistico luogo in cui l’arte esce dalla sua campana di vetro per diventare una delle attrazioni delle notti...

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