Un blues veloce: Parigi tra buio e luce

5 07 11 by

[Foto e testo della romantica fotoreporter Marta Facchini da Parigi]       Appena usciti fuori dal pozzo della metro il respiro si fa affannoso, ma non per colpa degli ultimi scalini saliti con sforzo: è lo squarcio del cielo che ferisce gli occhi dopo l’ombra, sono i rumori frenetici della vita di superficie che fanno accelerare il battito. Il primo incontro che apre a Parigi è proprio questo, il contrasto tra il buio delle viscere e la luce. Il giorno comincia appena in cima ai gradini, quando i suoni della città, i suoi odori, il caos dei marciapiedi tirano uno schiaffo in pieno volto. All’improvviso si è catturati dal flusso dei passanti, dalle vene aperte delle strade. Si diventa parte di un ritmo frenetico, di un movimento che prende velocità. Lasciato alle spalle il...

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Linosa: l’altra Lampedusa. Quando sbarcarono i mille

29 06 11 by

[Ecco il reportage del grande Vincenzo Cammarata da Linosa. Dopo la Scuola del Viaggio di Milano e l’Alta Formazione in Fotogiornalismo di Contrasto ha intrapreso l’attività di fotoreporter freelance. E’ uno dei fondatori del collettivo Fos – Focus on Stories.]       Scoglio di 5,43 km quadrati, dimora di 400 anime che hanno vissuto silenziosamente molte emergenze, Linosa è un’isola di confine. Un confine che troppo spesso sparisce ingoiato dall’oblio e dalle cronache provenienti dalla ben più nota Lampedusa.    Linosa è un’isola ormai spenta al centro del Mar Mediterraneo, in bilico sul bordo della zolla europea, fatta di capperi e fico d’india. Pochi italiani conoscono questa frazione del “comune di Lampedusa e Linosa”, molti sono i “forestieri” che qui comprano casa e cambiano vita: alcuni per un paio di stagioni l’anno, altri definitivamente,...

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Linea di confine. Il ponte delle arti a Parigi

4 06 11 by

  [La romantica fotoreporter Marta Facchini da Parigi].       Pont des Arts è una linea di confine. Come una terra di mezzo, conserva il fascino dell’indeterminatezza, dell’unione meticcia di elementi che non si lasciano sciogliere al primo sguardo. Sospesi tra la pesantezza marmorea delle finestre del Louvre e la leggerezza libertina della rive gauche, gli archi di legno sono il palcoscenico di un caos calmo che rinasce ogni sera. Volti, suoni e odore aspro di fumo; il ponte è un interregno ecumenico tra la velocità del movimento e la pausa del riposo. Di giorno crocevia, al tramonto i suoni cambiano diluendosi in una lentezza notturna; solo passanti, tanti destini possibili che non si lasciano stringere in pugno, come Parigi.    Foto e testo di Marta Facchini...

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Fabrizio Gatti è Bilal: viaggiare, lavorare, morire da clandestini

23 04 10 by

“Il 12 per cento delle persone che partono dalle coste della Libia e dalla Tunisia non arriva in Europa. Il 12 per cento significa che tra 182 passeggeri su questo camion, 22 moriranno. E se di questo si salveranno tutti, del prossimo ne moriranno forse 44. Oppure 66 di quello che verrà dopo.” Dura novanta minuti ed è lo spettacolo del Terzo Millennio: la cronaca letta, vista, cantata e suonata del viaggio più tragico dei nostri giorni: l’immigrazione clandestina. E’ difficile trasmettere un carico di emozioni così forti come quello che si prova entrando nella Storia dalla porta posteriore, analizzandola nelle sue viscere di ingiustizia e oblio. E’ difficile soprattutto quando si tratta di una Storia parallela a quella ufficiale, che nessuno conosce ma che permea alla radice ogni singolo gesto della nostra vita...

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L’Olanda non è solo Amsterdam

19 03 10 by

Se state cercando l’Olanda, quella vera, quella autentica fatta di fiori, mulini, formaggi e sorrisi, distese di pascoli incontaminati e mucche a pois bianchi e neri, simpatici signori in bicicletta e biondissime ragazze acqua e sapone, lasciate la metropoli più controversa e tollerante d’Europa. Lasciate anche altre città moderne e ben più anonime di essa, come Rotterdam, Den Haag, Eindhoven. Il vero spirito olandese è in graziose cittadine come Haarlem, Dordrecht e Leiden, in paesini di mare come Hoorn e Volendam, in piccoli centri come Edam e Monnickendam, in paradisi in miniatura come Zaanse Schans e Kinderdijk. E’ ovvio che, tra gli strepitosi canali della capitale, dove il House Boat Museum (il Museo delle Case Galleggianti) riflette perfettamente uno stile di vita ancora reale fatto di pavimenti dondolanti e prue ornate di aiuole multicolori,...

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Storie d’oro e di fango #16: parole sante e rose dorate

1 07 09 by

Leggi prima: Storie d’oro e di fango #1: l’Abruzzo un mese dopo Storie d’oro e di fango #2: alla frontiera del paradosso Storie d’oro e di fango #3: una fede extraterritoriale Storie d’oro e di fango #4: il Signore fa morire e fa vivere Storie d’oro e di fango #5: con la luce del sole Storie d’oro e di fango #6: le Avemarie non bastano Storie d’oro e di fango #7: il marciapiede della conciliazione Storie d’oro e di fango #8: il candore dei porporati Storie d’oro e di fango #9: i colori sono andati via Storie d’oro e di fango #10: ad ogni cosa il suo vero nome Storie d’oro e di fango #11: cibo per l’anima Storie d’oro e di fango #12: i papaveri strappati Storie d’oro e di fango #13: croci...

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Storie d’oro e di fango #15: il piccolo teatro degli uomini

25 06 09 by

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Storie d’oro e di fango #14: il cocktail del dottore

22 06 09 by

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Storie d’oro e di fango #13: croci e pastelli

19 06 09 by

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Storie d’oro e di fango #12: i papaveri strappati

15 06 09 by

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Storie d’oro e di fango #11: cibo per l’anima

11 06 09 by

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Storie d’oro e di fango #10: ad ogni cosa il suo vero nome

8 06 09 by

Leggi prima: Storie d’oro e di fango #1: l’Abruzzo un mese dopo Storie d’oro e di fango #2: alla frontiera del paradosso Storie d’oro e di fango #3: una fede extraterritoriale Storie d’oro e di fango #4: il Signore fa morire e fa vivere Storie d’oro e di fango #5: con la luce del sole Storie d’oro e di fango #6: le Avemarie non bastano Storie d’oro e di fango #7: il marciapiede della conciliazione Storie d’oro e di fango #8: il candore dei porporati Storie d’oro e di fango #9: i colori sono andati via       Parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi. Galileo Galilei          In Abruzzo, da quella notte, alcune parole hanno cambiato significato. Come emergenza, evitabile, donazione. La tendopoli si chiama campo, anche se non...

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