Linosa: l’altra Lampedusa. Quando sbarcarono i mille

29 06 11 by

[Ecco il reportage del grande Vincenzo Cammarata da Linosa. Dopo la Scuola del Viaggio di Milano e l’Alta Formazione in Fotogiornalismo di Contrasto ha intrapreso l’attività di fotoreporter freelance. E’ uno dei fondatori del collettivo Fos – Focus on Stories.]       Scoglio di 5,43 km quadrati, dimora di 400 anime che hanno vissuto silenziosamente molte emergenze, Linosa è un’isola di confine. Un confine che troppo spesso sparisce ingoiato dall’oblio e dalle cronache provenienti dalla ben più nota Lampedusa.    Linosa è un’isola ormai spenta al centro del Mar Mediterraneo, in bilico sul bordo della zolla europea, fatta di capperi e fico d’india. Pochi italiani conoscono questa frazione del “comune di Lampedusa e Linosa”, molti sono i “forestieri” che qui comprano casa e cambiano vita: alcuni per un paio di stagioni l’anno, altri definitivamente,...

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Lo specchio di un paese: Bea Kabutakapua intervista Jodi Bieber

24 06 11 by

   [Ngalula Beatrice Kabutakapua è una giornalista e fotogiornalista freelance italo-congolese che vive a Cardiff, dove ha frequentato il master in giornalismo internazionale, dopo la laurea in Letteratura, Musica e Spettacolo alla Sapienza di Roma. Ha lavorato nelle redazioni dell’Observer, Independent, Media Wales e BBC Music Magazine, L’Espresso, La Voce degli Italiani, Fumo di China e Guardian Cardiff. Questa è la sua intervista a Jodi Bieber.]             A cercarla su internet si fa solo confusione. Perché nella categoria “immagini” di Google, Jodi Bieber è un volto afgano, una giovane donna avvolta in un velo viola, alla quale sono stati recisi naso e orecchie. La donna del ritratto è Aisha Bibi, immortalata per la copertina di Time dell’Agosto 2010. La donna dietro la macchina da presa è la fotografa sudafricana Jodi Bieber....

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Antropologia e politica a Kampala: Anna Baral ci racconta le elezioni ugandesi

21 02 11 by

[Anna Baral (nella foto in abito tradizionale), antropologa della Missione Etnologica Italiana in Africa Equatoriale dell’Università di Torino e studentessa PhD a Londra. Esperta dell’etnia del Buganda, regno tradizionale all’interno dell’Uganda moderno, ci racconta le ultime elezioni a Kampala. Le fotografie sono di Steven Lubwama.]         Sono stati annunciati ieri i risultati ufficiali delle elezioni presidenziali ugandesi, passate in secondo piano sui giornali europei per la concomitanza con l’onda rivoluzionaria dei Paesi a sud del Mediterraneo. Yoweri Museveni, al potere dal 1986, ha vinto di nuovo. Badru Kiggundu, presidente della contestata Commissione Elettorale, lo ha dichiarato vincente con il 68.4% dei voti, mentre il suo principale rivale, Kizza Besigye dell’FDC (Forum for Democratic Change) ha ottenuto il 26%; sono seguiti ad ampia distanza dagli altri sei candidati, fra cui Beti Kamya, fervente...

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Fabrizio Gatti è Bilal: viaggiare, lavorare, morire da clandestini

23 04 10 by

“Il 12 per cento delle persone che partono dalle coste della Libia e dalla Tunisia non arriva in Europa. Il 12 per cento significa che tra 182 passeggeri su questo camion, 22 moriranno. E se di questo si salveranno tutti, del prossimo ne moriranno forse 44. Oppure 66 di quello che verrà dopo.” Dura novanta minuti ed è lo spettacolo del Terzo Millennio: la cronaca letta, vista, cantata e suonata del viaggio più tragico dei nostri giorni: l’immigrazione clandestina. E’ difficile trasmettere un carico di emozioni così forti come quello che si prova entrando nella Storia dalla porta posteriore, analizzandola nelle sue viscere di ingiustizia e oblio. E’ difficile soprattutto quando si tratta di una Storia parallela a quella ufficiale, che nessuno conosce ma che permea alla radice ogni singolo gesto della nostra vita...

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La battaglia culturale dei Baganda: un’antropologa ci racconta Kampala

20 09 09 by

[Anna Baral (a sinistra, in abito tradizionale), antropologa della Missione Etnologica Italiana in Africa Equatoriale dell’Università di Torino. Esperta dell’etnia del Buganda, regno tradizionale all’interno dell’Uganda moderno, ci mostra le dinamiche che hanno portato ai terribili scontri di questo mese a Kampala, la “folle” capitale.]          Mentre a Kampala si contano i morti e i feriti lasciati sulle strade da una settimana di scontri, il silenzio dei media italiani avvolge come sempre i fatti di questo paese africano. Non è una novità che i numeri ufficiali diffusi dall’Ansa non siano sufficienti per capire la gravità degli eventi. I 24 morti accertati, i più di 100 corpi feriti che reclamano attenzioni negli ospedali della città (Mulago, Nsambya, Mengo tra i più affollati) e i più di 600 arrestati in attesa di processo non...

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Moringa, l’albero miracoloso

4 11 08 by

Si mobilitano artisti famosi, politici e scienziati per risolvere il problema della fame in Africa, quando la soluzione potrebbe essere più semplice e vicina di quanto si possa immaginare. Esiste un albero davvero speciale, la Moringa, originario del subcontinente indiano ma molto diffuso ai tropici, da poco definito come “miracoloso”. Le sue foglie contengono più beta carotene e vitamina A che le carote, molto più calcio che il latte, molto più ferro che gli spinaci, molta più vitamina C che le arance e molto più potassio che le banane. Possiedono una quantità di proteine neanche paragonabile a quella che troviamo nelle uova. Le sue foglie vengono bollite come si fa con gli spinaci, ma non sono mai state prese davvero sul serio nell’alimentazione dei popoli africani. Vengono considerate perlopiù come verdure occasionali, in un...

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Internazionale a Ferrara 2008 #1: Intro

15 10 08 by

Anche quest’anno il “miracolo” si è compiuto. Dal 3 al 5 ottobre si è svolto il festival di giornalismo “Internazionale a Ferrara. Un week end con i giornalisti di tutto il mondo“, e anche quest’anno Altri Occhi non poteva mancare. I protagonisti hanno toccato numerosi ambiti dell’intelletto umano: giornalismo, reportage e documentario, letteratura, teatro, musica, fotografia, fumetto, filologia, finanza ed economia, storia, politica e religione, e sono arrivati per l’occasione dai quattro angoli della Terra: Africa, Asia, Stati Uniti e America Latina, Europa occidentale ed orientale. 32mila presenze, 64 ospiti da 28 Paesi, 56 eventi e 206 giornalisti accreditati dalla stampa nazionale e locale. Ebbene sì, tra loro c’ero anch’io, inviata per LaSpecula – e sono stata anche intervistata dalla Rai! Nonostante quest’anno l’organizzazione degli eventi sia risultata paradossalmente peggiore rispetto alla prima edizione...

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Altri Occhi Estate: reportage e consigli di viaggio #7: Marocco

1 09 08 by

Chi non è affascinato dal deserto? Quello classico, “biblico”, fatto di sabbia, dune, sole e paura millenaria? L’antropologa Antonella Giacomini ci suggerisce un tipo di viaggio particolare: da sola, insieme al marito e alla figlia di sette anni, è partita da Ceuta con due jeep, delle tende ed alimenti sufficienti per raggiungere ogni volta un’oasi o un villaggio. La via percorsa è quella che un tempo, le carovane, percorrevano in 52 giorni: Erfoud, Rissani, Ouarzazate, Zagora. Le porte del deserto per raggiungere, infine, Tombouctou. Alle spalle Ceuta, un luogo senza identità, tra colonizzazione spagnola e terra magrebina, un confine segnato dall’uomo senza rispetto della natura che unisce. E’ sconsigliato percorrere la P99, la statale che cavalca il Rif, la catena motuosa che corre parallela alla costa mediterranea. Ma il Rif è una distesa di...

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Storie di ordiniaria emigrazione: il viaggio di Kingsley

6 08 08 by

Kingsley’s Crossing è un video-fotoreportage di Olivier Jobard, fotogiornalista francese pluripremiato, che racconta il difficile cammino di un africano di 23 anni, bagnino in un hotel e appassionato di calcio, che parte dal suo paese, Limbe, in Camerun, inseguendo il sogno di una vita migliore in Europa. La videocamera lo segue fin dai saluti alla sua famiglia, facendoci partecipare ad ogni singola fase del viaggio, con i suoi ostacoli, i suoi rischi. Una gincana tra diversi Stati africani, il deserto, il caldo torrido, la sabbia e la polvere, i delinquenti e i ladri, l’oceano, i centri di detenzione. E’ Kingsley stesso che attraverso la sua voce racconta e commenta ogni momento, combattuto tra coraggio e paura, speranza e malinconia.    E’ la prospettiva di un piccolo uomo che lascia alle sue spalle tutto quello...

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Vocabolario creativo: Uadi

23 06 08 by

(corso d’acqua caratteristico dell’Africa settentrionale e dell’Arabia, con alveo sempre asciutto tranne che durante la stagione delle piogge)         Un giorno eravamo bambini. E ora guarda, come siamo cambiati da allora. Là dove un tempo c’era la pace ora c’è la guerra, e viceversa. L’hai notato? Il Tibet della pace brucia, mentre Roma “caput mundi” accoglie immigrati dai popoli che un tempo distruggeva. Il mondo gira, tutto cambia. Una canzone diceva che “là dove c’era un fiume ora c’è una città”, mentre un’altra fa ”quel palazzo un po’ malandato va demolito per farci un prato”… E quella volta che ti confidai i miei segreti? L’hai dimenticato, fratello mio? Oggi non posso più fidarmi di te, e guardo con occhi diversi proprio quella sorella che ho odiato fin dall’infanzia. Le cose cambiano, il...

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Il risveglio di Kampala, la perla dell’Africa

31 05 08 by

Simon Kuper, giornalista ugandese del Financial Times (Uk), torna sulle tracce delle proprie origini prendendo per mano il lettore e raccontandogli di come Kampala, la capitale dell’Uganda, si sta aprendo, lasciandosi alle spalle la dittatura e la guerra civile. […] L’assonnata città di un tempo si è trasformata in una rumorosa metropoli, tappezzata di cartelloni pubblicitari e piena di matatu, i pulmini privati che sostituiscono i mezzi pubblici. […] Si dice che Kampala, come Roma, sia stata costruita su sette colli. Oggi ne comprende più di venticinque, ma sono le colline principali a dominare il paesaggio. A ognuna è associata una religione diversa. C’è la Muslim hill, con l’enorme moschea cominciata da Amin e portata a termine dal colonnello Gheddafi. C’è la Anglican hill, con l’ospedale dove sono nato e la cattedrale di San...

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Una pagina di storia egiziana

25 05 08 by

Giuseppe Josca sull’Europeo del 1981 ha raccontato l’assassinio del presidente egiziano Muhammad Anwar al-Sadat – un rais anticomunista che tuttavia aveva democratizzato la vita del suo Paese – da parte di soldati aderenti all’organizzazione islamica dei Fratelli Musulmani, fondamentalisti che si erano riuniti proprio in Egitto nel 1928. La colpa di Sadat era stata quella di far arrestare quasi 1.600 fondamentalisti contrari alla sua “occidentalizzazione” dell’Egitto, tra cui l’intera leadership dei Fratelli Musulmani. Il reporter utilizza un linguaggio per immagini molto forti, con l’aiuto della prima persona singolare che rafforza il rapporto fiduciario tra lui ed il lettore. […] Ho visto gli attentatori balzare dal loro mezzo blindato, lanciando bombe a mano e sparando all’impazzata raffiche di kalashnikov. Ne ho visti tre cadere sotto i colpi della guardia presidenziale, in un clima drammatico di...

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