Di terre e di respiri

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Da questa settimana nelle librerie il mio ultimo libro, un racconto epistolare scritto con Andrea Atzori (autore della saga “Iskida della Terra di Nurak”) che viaggia tra la Sardegna selvatica e la Foresta Nera. Un gioiellino di 110 pagine con le favolose illustrazioni di Maurizio Brocca, la specialissima prefazione di Fabrizio Lo Bianco (autore di La guerra di Toni, Rizzoli) e l’imperdibile postfazione di Savina Dolores Massa.
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Di Terre e di Respiri.
Vi chiederete il perché della mia scelta, una scelta fatta di rinunce e poco altro: il sole, il mare, i campanellini delle greggi al posto di clacson e sirene. Ancora una volta, da poco, qualcuno mi ha chiesto hai girato il mondo e sei tornata in Sardegna, ma come hai fatto?

Mi sento un pioniere d’altri tempi. Queste valli potrebbero essere quelle del Quebec o del Vermont, anche se fa sorridere che per descrivere l’indescrivibile si cerchino paragoni con luoghi sconosciuti. No, queste valli sono non altro che questo: Foresta Nera”.

Estate, autunno, primavera, inverno (e ancora l’estate). Ecco le “conversazioni a piedi nudi” di Andrea Atzori e Valeria Gentile, tra loro e con la Madre Terra, insieme alle illustrazioni naturalistiche di Maurizio Brocca: una vera e propria dichiarazione d’amore. Perché “Di terre e di respiri” non è solo il viaggio epistolare di un anno solare tra la Foresta Nera e la Sardegna selvatica, ma può essere usato anche come piccolo manuale sentimentale per chi desidera fare una scelta di vita ben precisa: abitare fuori città, tornare alla terra, recuperare il rapporto intimo con la propria natura.

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letteratura sardegnaChi pensa che vivere nella natura equivalga a fare quello che ci pare, si sbaglia di grosso. La natura ha delle regole non scritte molto più severe rispetto ai nostri ordinamenti cittadini: qui non è prevista la multa né la galera, ma se fai un torto al suo equilibrio, al tuo equilibrio, la natura non temporeggia e non è clemente nel farti notare il tuo errore”.

Sono rientrato in casa. La candela ha tremolato alla corrente della porta e ha continuato a bruciare, sicura, nella sua fragilità. Mi sono seduto. Vivere qui è difficile. E come spesso le cose difficili, di una bellezza sconvolgente”.

Quando e come si sceglie il proprio stile di vita? In cinque stagioni, illustrazioni a volontà e una trentina di lettere a botta e risposta, due giovani scrittori sardi si confrontano su questo tema per trovare, più che le risposte giuste, le domande coraggiose che ci si può porre quando si arriva al bivio forse più importante della propria vita: quello che ci porterà più vicino o più lontano a una certa pace, a una nostra idea di felicità.

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“Gli Autori desiderano, praticano, suggeriscono una trasformazione. Andrea e Valeria: due esseri umani col coraggio della muta. Ci parlano da luoghi precisi, ma potremmo inquadrarli in qualsiasi nostra distanza profonda della quale non osiamo vedere la porta”.

dalla postfazione di Savina Dolores Massa

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