Oggi sono

19 05 16 by

Nelle vene sottili
della terra sono stato
bambino.
Archetipo. Suono. Asterisco.
Più volte sono stato prigioniero
amante, nemico: ho detto
raccolti, leggi, messe – sono stato
papa. Discepolo, eletto sciamano.
In Perù nel 1370 mi sono
intossicato con le droghe
per la divinazione, guarito
vissuto ancora – solitudine. In Grecia
portavo addosso l’arte
della guerra, ho perso
il mio compagno d’armi
in battaglia – mio, sorridente
sorridente amico mio
perso. Ritrovato tra i banchi
di scuola sono stato
allievo sempre
della luce e delle fini.
Mediatore. Mendicante.
Re. Sono stato
poeta italiano e trovatore: canto, qui dentro
ancora a memoria le nostre
piroette di carne e sudore. Uomo
cresciuto per ancora staccarmi
spegnere amori imbracciare
pensieri e altri affilati
litri di sete. Sono stato
mare
sono sempre stato mare – cielo
ho parlato le lingue dei muti
ho mangiato le gole dei fuochi
ho cavalcato
le miglia lontane
uomo
solo
nelle vene sottili del cosmo. Oggi
sono nata donna. Il dolore
è una lingua madre di viscere
nuove
tutte insieme
femmine voci mi tengono il capo
lo tintinnano a fondo le streghe
infanti delle viscere
antiche. Oggi
sono uscita donna per prima
prima di qualunque
altro segno donna – sono nata
caduta giù dall’errore
scarno
sottile
dell’essere uomo senza essere
tutto. Oggi tutto
sono e pronta
per niente a niente
affatto pronta niente cado
giù
dalle viscere nelle viscere della terra.

.

poesia valeria gentile.

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