Il tempo semplice

20 02 16 by

Ci fu un mansueto tempo
semplice, me lo ricordo
con il sole che era solo un sole addosso
e il vento col suo ruolo disatteso
era di nessun peso al mio respiro.
Un tempo flesso, circolare
io più che flessa: circolare
restavo nel giardino senza ore
dov’ero anche e chiaramente senza
interesse al vaso antico che ora apprezzo;
stavo – in vita –
compivo l’energia dentro il mio petto
prorompeva in mezzo a me tutto il creato
non vedevo, non sapevo: ed ero tutto.

Non riconoscevo vie: ero io
sentiero d’invisibile amaranto; non notavo
la bellezza ed ero io
non abitavo quella casa che ero io
non contavo ma ogni camera parlante
ero io e nel mio centro tutta accesa
la stagione
la sabbia, il tuono e ogni formica
ero io: la fontanella verde ridipinta
– da nonno con le mani secche e ruvide –
viveva insieme a me come beata
e percepivo certa che era lei
a entusiasmarsi nuda quanto me.
Nessuna tortora santissima
allora si chiamava tortora, cantava
perché ero canto ed ero dio e pinolo.
Pulsavo in ogni goccia ed ero acqua
battevo
picchio sul mio più alto pino
e a mia volta, in coro, essendo legno
lì mi accoglievo fin nella corteccia.
E non capivo il mare ed ero mare
perché non conoscevo ero pianeta
capiente in me completamente vuota.

Ci sono luoghi in cui quel tempo torna
io torno e sento tutte le parole
quelle mai state ancora battezzate
si levano con me di puro suono
perché mi levo anch’io tutta col bombo
– che non è un bombo perché sono io.
Salto
perché sono salto, soffio
perché mi trovo dentro a tutta l’aria
del maestrale che non è più niente: sono
siamo uno e qui davvero non mi accorgo
se questa terra ha chiesa o cimitero
non so più niente che possa servire
finché son io – sveglia –
in via del tutto sola e provvisoria.

.

poesia tempo

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