Resa

20 01 16 by

Di fronte e lungo tutte queste croci
templi inesatti e passi tratteggiati
gravità moleste al campo delle ombre
– geometriche ventate solitudini –
mi arrendo proprio a ciò che non significa
al segno che non segna nessun porto.
A ogni pegno sciolto immantenuto
alla bellezza parte del dolore
al pianto multiorgasmo, al mio confine
di me si arrende adesso
il manto nome.
Mi arrendo e vivo: peso
un uno, un senza, un meno – un osso al cielo –
quanto un digiuno teso e poi protratto
una cosa, sì, curata e poi dismessa.
Quanto un fiore peso: nulla
mi arrendo sola e sgonfia e qui congedo
i vostri fluidi eserciti di rosa.

.

mi arrendo

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