Esercizi sulla preghiera: zero

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O amata crepa
mutazione sbieca sul ritto cammino
brodo vivo interrotto, dolce fine
sia benedetta la tua curva ottusa
deformità zoppa sui bordi senz’orlo,
perché sei il segno imperfetto d’altri voli
e di voleri alti in risate furiose.
O bella, adorata, tu guardavia rotta
sono con te e nella tua grazia
di buco escluso, inaspettato – fronte –
di spartitraffico tumefatto
su pece e salsedine torva.
Completamente non protetta procedo
al tuo osceno cospetto di dea: la tua difesa
non dispone che linee sospese
perché sbandato e cavo
è il guizzo incompleto del mondo.

Tu sia benedetta, o falla
grandiosa e scaltra deviazione di senno
la tua intromissione impervia io onoro
insensata adulo il tuo oscuro taglio
di madre: t’amo perché non duri,
incomprensibile lama d’argento!
Spezzata sulle mie gote resto
in pericolo multiforme e sacro
tra spume strizzate e altre prodezze.
Così fortemente amo, seguo
e sempre lodo la linea ridotta
che va da questo a quel nulla inatteso
perché arbitrario e inopportuno
è ogni margine fatto sicuro.
La tua musica è sulle mie labbra
o sorte feroce, nerissima via
separata dal giorno e da tutte le cose
Amen.

.

.

strada interrotta

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