Ma se ci sono, le parole

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Ma se ci sono, le parole, usiamole tutte
mettiamo il caso che possano farcela
al buio o folgorate oltre ogni dire
poniamo per assurdo che poi vengano anche colte
scelte, sostenute
tollerate con cura, oppure attese
facciamo finta che per oggi
non creperà nessuno di malizia
di troppo ardire bello sulle bocche
d’una vertigine – alta quota – per l’udito
ipotizziamo inetti che ci sia una degna sera
pallida, al di là dei muri a secco e dei cancelli
in cui volare senza tentennare
in cui salire e poi senza fuggire
restare
planare, esibire l’altitudine come se fosse a modo
sopraelevare incidere intonare – mai caute sono le parole vere –
ammaestrare per un giorno qualche lingua a dire “sì:
guardami! sopporto questa grazia e ancora vivo”

.

lama poesia

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