Geografia dello spirito

30 09 14 by

L’ultimo cacciatore ha avuto
la stessa pena capitale: gambe deboli
sulla città. Se
avesse ascoltato il vero comando
avrebbe tracciato sul mare visioni d’incanto
ma lui, l’uomo delle pelli
della tempesta fece la sua professione
nera
e non divenne esploratore.

Niente proiezioni dunque
attraverso il pianeta Terra;
nessun geografo senz’armi ha convinto
sulla possibilità di un nuovo mondo;
l’arte, unico triangolo riconoscibile,
rappresenta e affronta l’antica richiesta di orientamento.

Ma domani
i giovani in città inizieranno
con un arcipelago
a proiettare sul secolo ciò che era possibile;
il territorio diventerà penisola
poi mondo
fino all’equatore.
E i re, i teologi e i pittori
si daranno alle arti geografiche dello spirito.

  

  

  

  

Aquatint___geography_of_death__by_Kagaya

Immagine di Kagaya

  

  

  

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