Memorandum: le cose in sospeso

21 07 14 by

Le cose in sospeso sono il nostro vero nemico.

Le cose in sospeso sono finestre che sbattono sui davanzali della nostra mente, sono frutti che fermentano che si trasformano in colpe che diventano paure. Sono tutte le cose rimaste appese da qualche parte, attaccate a qualche supporto inesistente, oscillanti nel buio, in bilico nel nulla: sono tutte le cose dondolanti che squarciano il cielo della nostra benché minima serenità e che restano pendenti sinché non le impicchiamo – impiccandoci – sul ciglio dell’esistere.
Perché le cose quando si accantonano non spariscono, restano sospese nell’aria che respiriamo fino a soffocarci. Le cose in sospeso, che rimangono agganciate penzoloni tra un vuoto e un altro, possono restare sospese così, a mezz’aria, senza verso né direzione – senza volontà né intenzione – anche per ore, per giorni, per anni. Talvolta senza che neanche ce ne accorgiamo, senza che ne siamo necessariamente consapevoli, proseguono così per tutta la durata della nostra vita. Perché non si tratta di un librarsi evidente, di un planare arguto: non è altro che vigliaccheria suicida spacciata per insicurezza o indecisione. Altre volte la chiamiamo “mancanza di polso”, ma è sempre e solo la fortissima tentazione – il mortifero vizio – di lasciare le cose in sospeso. Le cose in sospeso vibrano di ritardi e posticipazioni, traballano di rinvio in rinvio sui pericolanti bordi della nostra cecità. Finché poi diventano infezioni nei circuiti del nostro vivere e allora tutto ciò che abbiamo allontanato senza leggerezza, tutto ciò che abbiamo forzatamente rimosso, procrastinato, interrotto, lentamente ci uccide.

Dobbiamo essere sicuri. Non tentennare su cosa è di vitale importanza per noi, non esitare, non vacillare come dubbiosi schiavi di altri padroni. Occorre spingere e spingersi, decisi, far passare e spostare e tirare fuori e avanzare: ogni bolo che non diciamo è una malattia, ogni dispiacere che inghiottiamo è un pus virulento, ogni cosa che evitiamo resta sospesa nel tempo della vita e nello spazio dei corpi.
Detto questo, le cose sono buone. Tutte le cose sono fertili in questo universo. E quindi, quando smettono di essere sospese e vengono finalmente accolte – dalla forza gravitazionale della terra e dai nostri limbi interiori – solo allora cessano di torturarci e si poggiano sulla superficie soffice dell’evoluzione.

  

  Suspend_by_Miyuki__Chan

Foto: Suspend by Miyuki Chan

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