Un’isola

27 05 14 by

In quest’isola ci sono
montagne immobili di madreperla e cenere
creste irremovibili: e così
i nodi, i venti, le catene
di chi la abita ferendola

In quest’isola non si trova
un genitore neanche a pagarlo
si nasce come le pietre, cadendo
sui pendii delle parole più dure

In quest’isola c’è sempre
qualcuno, qualcosa
tramando tremando bramando
qualche colore od ombra altrui
fiammelle
di nostalgie e vite passate

In quest’isola interiore, sì,
tutto sta
nell’inorridire, chiuder la bocca
per non mangiare sabbia,
bruciando subito
ma in modo duraturo

Da questa parte dell’isola,
peraltro,
tutte le cose sono spaiate
e maledette
e spaiate per sempre

Non c’è onore e non c’è logica
nell’isola che mi ha spinta giù
– partorita in fretta e senza nome –
il mare ci sbatte contro tutta la bellezza
e l’opposto della bellezza

Qui su quest’isola
qualcuno parla con la battigia
sbagliando
vocali sillabe pronunce, salta
la risacca che non ha più
orecchie per le nostre promesse

 

Da quando abbiamo dimenticato che
essere felici è nostro dovere

  

  

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