Candidata di punta

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Ecco il 2014, col suo bagaglio di ironia e sorprese.
Presente quelle giornate in cui ti ritrovi di fronte a un bivio e senti che la tua vita sta prendendo una piega importante? Ecco, oggi non è una di quelle. (O forse sì).
“Sono sicuro che avrai avuto molte proposte in tal senso”, tutto è cominciato così. Dopo un po’ di minuti immobili ho dovuto come fossi al cinema applicare la sospensione dell’incredulità, e ho capito di cosa si trattava.
Sarei la candidata di punta come Consigliere Regionale per la Provincia di Nuoro dell’IDV insieme ai Verdi in coalizione col PD, per le Regionali del 16 febbraio.

Mi sono chiesta onestamente – come fossi la gente, il popolo, i Sardi chiamati a votare – chi è questa pitzinna di un metro e cinquanta. Perché è stata scelta. Quali carte ha per essere in regola a svolgere un ruolo simile, ottenendo una poltroncina anche lei in tutto questo marasma di scrittori, tecnici e indagati candidati.
Eh perché anche se non sembra, occorre ricapitolare chi si è per rispondere a tono alle prove del simpatico umorista 2014.

Non lo sapete? Allora ve lo dico io: questa Valeria Gentile è una nuorese di 28 anni che si è diplomata al Liceo Linguistico di Olbia – con una tesina sul mistero del tempo – e laureata in Media e Giornalismo all’Università di Firenze – con una tesi in Sociologia dei Processi Culturali sui Mamuthones – senza ritirare l’attestato di laurea e pubblicando una pagella dei professori per criteri di professionalità, umanità e follia – piuttosto severa, tranne che con gli adorati Antonio Sofi ed Enrico Bianda. Non ha proseguito con la Specialistica perché ha capito di non credere nell’istituzione Sistema Scolastico e ha preferito riempire un passaporto piuttosto che un altro libretto. Ha studiato poi all’Accademia delle Arti Digitali di Firenze e alla Fabrica di Treviso, il centro di ricerca sulla comunicazione Benetton.

Mettendo da parte i soldi come cameriera ha poi girato come reporter in Europa, Africa, Asia e Medioriente. Ha pubblicato due raccolte di poesie, diversi racconti in antologie, un viaggio letterario, un reportage sul terremoto in Abruzzo nel 2009 e sull’alluvione di Messina nel 2010, un ebook sul Libano e innumerevoli articoli e altri reportage, facendo intanto anche mostre di fotoreportage e collaborando con il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. Ha lavorato e lavora come correttrice di bozze ed editor, ufficio stampa e social media manager, blog manager e responsabile web. Ha scritto anche un romanzo e un reportage poetico-itinerante sulle tracce dei poeti contemporanei, che ha presentato al Festival della Letteratura di Viaggio di Roma. Ha pensato a cosa serve a questa terra per immaginare un futuro e a come la Sardegna abbia subito il nubifragio delle nostre coscienze.

Se non siete pratici di questa robaccia, ve la faccio più facile: è quella che aveva alzato il polverone contro Internazionale e contro il Forte Village Resort, citata per questo da Michele Serra su La Repubblica e da Michele Santoro ad Annozero. È quella dell’evento globale simultaneo Centomila Poeti per il Cambiamento in Sardegna, quella dell’Essenza Oasi sensoriale in Sardegna, il progetto di agri-cultura di sua madre dove si incontrano tradizione, benessere e innovazione.

Non sto qui a elencarvi i motivi del mio ennesimo NO, perché avete già capito che il mio non è snobismo. Mi limiterò a dirvi che preferisco fare politica scrivendo libri e far onore alla mia Isola con l’aromaterapia delle nostre piante officinali e con la cromoterapia nei pinnettos arredati in stile sardo; organizzando eventi ed escursioni, e accogliendo viaggiatori illuminati da ogni angolo del pianeta; aiutando mia madre con le mie competenze senza far fuggire il mio cervello; raccontando a mia figlioccetta di nove anni come penso a un mondo migliore.

Mi limiterò a dirvi che sono un essere che vive di letteratura, ciuffi d’erba e miagolii. Piedi scalzi e capelli al vento. Sono un minuscolo granello innamorato di scaffali e altri orizzonti, della lavanda e dell’elicriso, che non sopporta nessuna forma di neutralità e che può cadere in estasi per un colore intenso, una frase giusta, per la percezione sottile che dà la visione anagogica degli scrittori.
Il mio consiglio è: fate voi politica da fermi, se proprio non sapete come farla in movimento. Lasciate perdere Valeria Gentile, sarebbe una bella gatta da pelare.
E tenetela d’occhio: farà grandi cose, ma fuori dalle vostre gabbie.

  

  

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