Lollove – Cortes Apertas

8 05 13 by

Strada sterrata, terreno fangoso, campanelli che corrono. Zoccoli, corpi di lana esili, gocce, spicchi di cielo. Anfratti – stradine, discese, curve – curve a gomito e poi ancora discese e poi burroni, piccoli ponti in miniatura, cunette millenarie. Infine, il minuscolo borgo, i pochi focolari, il campanile fiero con una vista da fermare il respiro. Il paese più piccolo al mondo. Lollove, frazione del nostro cuore sardo, incastonata nella Barbagia dei boschi e dei muretti a secco. Breve, concisa Lollove, ermetica nella maestosità del suo esistere.

Con le sue rocce muschiose e i suoi gatti dal pelo lungo, piccolo antro acre tra cielo e terra, minimalista divinità sotto forma di villaggio: Lollove è la maledizione avverata dell’isolanità più interna, e anche il suo stesso antidoto. Verrebbe da pensare che il tempo qui si sia fermato. Invece in tutti i miei viaggi non ho mai trovato un luogo dove il tempo va più rapido, vertiginoso, scalmanato. Con le sue piroette e salti, di mattoni e tegole, echi di nuvole e cieli sempre nuovi, con le sue giravolte di stagioni e semine e raccolti, mai visto niente di simile in tutto il mondo, no, un tale turbinio di novità e processi e cicli vitali all’interno della stessa precisa identica cornice di secoli.

Il tempo a Lollove è ciclico, eternizzante, ma mai fermo. Mai immobile come in fondo – se si guarda bene – è il tempo nei grandi centri commerciali, come è il tempo nelle metropoli di grattacieli e metropolitane: qui, sul bordo del mondo, il tempo è vivo, naturale, sano; e procede in avanti, secondo le leggi dell’universo, più che in qualsiasi altra incantata isterica cosmopolita capitale europea.

Per Cortes Apertas, sagra barbaricina delle tradizioni e dell’ospitalità che ha origini remote – oggi ribattezzata dalla Camera di Commercio della provincia “Autunno in Barbagia” – Lollove si è riscoperta rapida, ciclica, materna. Perché sono le donne le vere maghe di tutto questo cullare la cultura dentro al cuore. E allora cuoche, artigiane, sarte, contadine, gioielliere, ceramiste, musiciste, allevatrici, al lavoro per una silenziosa e minuta – minimalista – Sardegna migliore.

E davanti a lei tutto, anima e corpo, fiato e parola, si ridimensiona e si rimpicciolisce di meraviglia e stupore. Lollove.

  

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