Vocabolario Creativo: Cabina

19 03 12 by

(locale piccolo o molto piccolo realizzato per servire una persona, come spogliatoio o come alloggio, tipicamente sulle navi)

  

Rumore di passi.

Quattro piedi, due paia di gambe che avanzavano. Il ritmo alternato si fondeva all’unisono con gli sbuffi fumosi della nave, che s’accingeva a salpare per altre vite, finché i vostri affanni dell’anima hanno trovato riparo dentro una serratura: con la chiave fredda delle vostre solitudini avete risolto l’enigma di una porta che si apre, e con la stessa chiave avete rinchiuso al sicuro – per qualche ora – il terrore giovane che vi accompagnava.
Era il terrore indotto della comunione non voluta, la frenesia privata in nome della proprietà artificiale che vi hanno insegnato. In quel momento, nello stesso preciso istante, tutte le serrature del mondo venivano scardinate e poi blindate, ogni cabina della nave veniva violata e subito recuperata, ceduta e posseduta; la porta d’ingresso di ogni casa in tutte le città del pianeta, contemporaneamente, veniva strattonata e ritaciuta, stritolata nella morsa del possesso temporaneo a pagamento.

Sicuri dentro il vostro primo nido d’amore vi siete sentiti immortali.

Quello era il viaggio che vi avrebbe unito per sempre, e la sensazione di silenzio e calma era nuova e generosa. Voi non lo sapevate, ma si chiamava libertà. Tutto il mondo finalmente aveva rispetto per il vostro amore puro. Quella cabina, ogni pavimento e ogni parete, ogni lampadina e ogni interruttore, ogni centilitro d’aria salata dal mare firmava finalmente il vostro diritto ad amarvi in santa pace. Oh, quanto desiderata era stata quella solitudine in due! Quanto leggero era ora ogni pericolo nel mondo!
Niente, assolutamente niente poteva così disunirvi ancora, nessun essere umano intromettersi tra le terminazioni energetiche delle vostre membra, nessuna dura regola imbalsamare il vivissimo volere che vi legava come un filo di spago stregato. Niente. Solo un lui e la sua lei, solo una lei e il suo lui, decisi insieme dal mare una notte di luna piena. Avete fatto l’amore in silenzio e umiltà, mentre la nave procedeva e viaggiava sogni buoni. Voi non lo sapevate, ma si chiamava libertà.

Così io venni, decisa.

Sgocciolata nei meandri delle vostre piacevoli purezze, venni in un impeto di amore universale: lo stesso delle lucciole quando si illuminano a sera. Con il riflesso dell’eternità negli occhi, venni decisa, a insegnarvi che cos’era la libertà.

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