Intervista per Les Flaneurs

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Ecco di seguito l’intervista che mi ha fatto Elisabetta Masala di Les Flaneurs in occasione della mostra fotografica Viagginversi a Roma. Les Flaneurs è infatti un bel progetto romano che unisce arti visive, letteratura, musica, teatro e cinema attraverso recensioni, articoli, interviste, notizie dai musei e dalle gallerie d’arte, dai circoli cinematografici e dalle librerie. Sul sito il progetto si racconta così: “Il flaneur si ribella al ritmo urbano della folla ed è alla continua ricerca di luoghi nascosti, lontani dallo sfavillante palcoscenico dei soliti itinerari. Il suo vagabondare è un atto di libertà. Roma è piena di backstage, di realtà sconosciute, di fucine culturali che coltivano la creatività da marciapiede. Noi non ti suggeriamo la strada principale proprio perché è la più affollata. La conosci già. Non ti immaginiamo come un tipo che morde e fugge via. Quello che facciamo è consigliarti le avventure dei nuovi labirinti urbani. Ti invitiamo a stabilire una nuova relazione con Roma, frequentando luoghi inediti, troppo spesso considerati marginali. A te la scoperta di percorsi liquidi nella città in perenne movimento“.

Buona lettura.

 

 

Les FlaneursViagginversi è un reportage itinerante, un’esperienza sempre diversa e in continua evoluzione: come e quando è nata quest’idea?

Valeria Gentile – Questo nuovo progetto personale e indipendente è nato da un pensiero libero su una spiaggia vuota di fine settembre 2010. E’ un progetto che unisce tutte le mie più grandi passioni: il viaggio, la poesia, il reportage, la fotografia, l’antropologia. Viagginversi, reportage itinerante sulle tracce dei nuovi poeti, vuole essere contemporaneamente sito internet con racconto a puntate, libro con illustrazioni, mostra fotografica itinerante, spettacolo teatrale, cd con letture e musiche dal mondo. E’ un progetto completamente autofinanziato e i primi tre capitoli (Libano, Giappone e Cina) sono consultabili gratuitamente, il quarto, sulla Palestina, è in fase di completamento. Sono partita da sola, affidandomi spesso a strepitose amicizie che negli anni ho nutrito miracolosamente un po’ ovunque nel mondo.

Les Flaneurs – Il tuo è un progetto che lega indissolubilmente fotoreportage e poesia: come contatti i poeti nei vari paesi stranieri?

Valeria Gentile – Inizialmente scelgo il Paese verso cui partire, dentro cui viaggiare attraverso la poesia. Poi faccio un’approfondita ricerca tra gli infiniti e straordinari archivi di internet, strumento senza il quale davvero Viagginversi non potrebbe esistere. Devo molto alla sua magica e rivoluzionaria capacità di legare e interconnettere intensamente persone e idee. La necessità di utilizzare internet per Viagginversi – e non, per esempio, le biblioteche – deriva dal fatto che è un reportage itinerante nel presente, sulle tracce dei poeti viventi nel mondo. Il modo più semplice e veloce per sapere se un poeta di cui hai sentito o letto è ancora vivo, in tempo reale, è internet. Li contatto quindi via email, quando mi è possibile. La giovane poetessa libanese, Joumana Haddad, ha un sito internet ed essendo anche giornalista mi ha risposto in tempi record; la velocità di risposta è stata sorprendente anche per il poeta giapponese Akira Takenami a Tokyo e per quella cinese a Hong Kong, Ho Wu Yin Ching, entrambi un po’ meno giovani ma molto attivi negli ambienti universitari come docenti. Il poeta palestinese, invece, Husam Alsabe, è stato contattato per me da un’organizzazione palestinese, che mi ha fornito anche una giovane interprete durante l’intervista. Prima di contattare ogni poeta lo seleziono tra molti, assicurandomi che la sua poesia sia una poesia impegnata, che esprima davvero le bellezze e i conflitti del suo popolo.

Les Flaneurs – Qual’è stato il viaggio più poetico e perchè?

Valeria Gentile – Ho amato ogni viaggio allo stesso modo, ogni capitolo per me è come un figlio, nato dopo una gestazione di mesi, un doloroso travaglio e un parto impegnativo. Non saprei davvero stilare una lista numerata, la poesia non ha classifiche, non conosce esclusive né pesi: è per sua natura smisurata. Ma ci sono stati, in ogni singolo viaggio, dei momenti di particolare intensità poetica: in Libano sul Lungomare del Faro, il Manara Kornish, al tramonto; in Giappone con il poeta Takenami dentro la pancia della grande statua in bronzo di Buddha, a Kamakura per esprimere il nostro desiderio; nel sudovest della Cina, nella contea di Yangshuo, su una zattera in tronchi di bambù navigando il fiume Li; in Palestina al checkpoint dei soldati israeliani tra Gerusalemme e Ramallah…

Les Flaneurs – Hai qualche idea circa la tua prossima meta?

Valeria Gentile – Come per i poeti, sono i luoghi a scegliere me in realtà. Quindi sì, credo proprio che la mia prossima meta si stia preparando a ricevermi. Lo sento, ma ci vorrà ancora un po’ di tempo prima di ripartire ancora. Ho già in programma, nell’itinerario “ipotetico e provvisorio”, il capitolo sulla Sardegna, la Lituania e la Turchia. Ma ci sono altri Paesi che mi attirano per Viagginversi, ricchi di poesia da far rabbrividire: il Portogallo, la Repubblica Ceca, l’Uzbekistan, l’Alaska, il Cile…

Les Flaneurs – Quali sono i tuoi progetti futuri? Come ti immagini in un “post-Viagginversi”?

Valeria Gentile – Nel mio cuore e nella mia immaginazione non esiste un post Viagginversi, perché è un progetto “sempreverde” e potenzialmente infinito. Sicuramente ci sarà un post pubblicazione del libro, tradotto in diverse lingue, con i reportage, le poesie e le fotografie; la mostra itinerante andrà oltre i confini nazionali, le illustrazioni faranno il giro del mondo esposte ai festival dei quattro angoli del pianeta; il cd con l’audiolibro e sottofondo di musiche dal mondo verrà distribuito in diverse lingue e poi sarà la volta dello spettacolo teatrale dal vivo, con attori e musicisti di fama internazionale! Ci sarà questo genere di “post” Viagginversi, ma Viagginversi continuerà ad esistere e crescere ed evolversi sotto diverse forme, magari perché no, un laboratorio stabile di poesia, di reportage, e letteratura di viaggio! Per quanto riguarda nuovi reportage invece, dentro la mia mente ci sono già decine di idee per progetti futuri, ma ancora non posso dare anteprime! Il mio sogno è quello di seguire le orme del grande Rumiz… e prima o poi, a modo mio, ci riuscirò.

 

 

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