Vocabolario creativo: Water

29 08 11 by

(il vaso di maiolica del gabinetto all’inglese)

  

  

Febbre conatosa, morsa gastrica impietosa. E’ stato tante vite fa ma io mi tengo tutto dentro.Le mura attorno sono ancora bianche, di nuovo ripulite ma qui dentro, sotto, putrefazioni infiammano, scorie fermentano. E allora ti vengo a cercare, dolorante, vengo a cercare proprio te che ho sempre tenuto in odio, detestato, nemico lontano, rischio di perdita tenuto al di fuori di qualsiasi desiderio di riscatto, dignità o purificazione.

Ti vengo a cercare e stanotte ti trovo più amico, disposto ad ascoltare e accettare. Accogliere. Così, impietrita e furente, con questa foga lancinante io ti dico, prendi tu.

Prendi tu questo solido male, questo liquido dolore, prendi tu questo gassoso dispiacere. Mentre io piango e mi spremo, esausta di disgusto e tormento, raccogli ogni mia fitta di delusione, ogni mia insana preoccupazione, accetta dal profondo ogni regalo marcio della vita al mio cospetto.

Mentre la città là fuori galoppa e nitrisce di naturalezza falsa, qui dentro, sotto, domina sulle sporcate membra che mi ritrovo, signoreggia di ceramica sulla stanchezza malata che m’invecchia.

E se ti vengo a cercare, proprio te che tengo al di fuori di ogni mio ritrovo familiare, e se ti dico prendi tu, comprendimi, abbracciami.

Prendi tu, agguanta questa schifosa indifferenza che mi semina la pelle, queste invidiose escrescenze che mi segnano il cammino, prendi tu e inghiottisci queste nauseanti scorie di malvagia assenza paterna, deglutisci questi indegni noduli di secchezza materna, prendi tu, acchiappa questo lercio succo di ambiguità mortificante, tutto questo odioso cinismo fetente, succhia e bevi, tutto d’un fiato, questo colloso siero di incoerenza che mi cola sulla coscienza, maleodorante di fiducia malriposta.

E’ stato tante vite fa e di nuovo ieri, e ancora oggi. E allora tu, amico mio ritrovato di gelido vasellame, caro mio alleato smaltato di candore, prendi tu questo deforme prodotto del mio sentire straziante, prendi tu e portami via questo amaro prezzo di una vita tanto intensa, ritira e scarica questo penoso pacco di mancanza contratta, questo drammatico olezzo di lutto, questo colpo basso di codardia infelice, questo funereo, patetico, materiale di scarto.

  

  

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foto di Athena e Tania

 

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