Elogio del marrone

12 07 11 by

ombra d’abisso, cava
multiforme, passo
nella terra bagnata. rame
forte d’estate e poi autunno e poi
le cose già fatte
parole
di seppia già dette
escavatrici di membra
scale
porte

si stende sui morbidi
lucenti
fluttuanti capelli
di donna, sui sentieri
di sabbia, sospiri
sulle pelli calde, rughe
tremanti di sole
terrecotte danzanti
nell’ocra anima del mondo

linfa, nutrimento
frumento delizioso, polvere
di vita e più: bellezza
il canto d’un balbuziente, la lingua
molle d’un levriero
elegante
di malinconia e saggezza
farfalla

sfila fiero
un daino in lontananza ed io
il fruscio d’uno stormo in volo
uno sparo dietro la nuca sudata
brividi
di mogano e cioccolato liquido
piacevole morsa

né arancione né radiazione
non è allegria, non è
oro. un po’ cachi un po’
decoro
antico cantico, camoscio
scroscio

vecchie fotografie
la cantina di nonno. parto
e ancora il cammino è così
dello stesso colore
sporco, gratificante, del letame

sono grata
e fiera e grata e fiera
musa
d’un’africa lontana

tamburi, arpe
violini. credo e creo
dal virtuoso escremento

dai diamanti
non nasce niente

niente

  

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