Porta

1 07 11 by

Fessura
dipinta pelle, giocata
furiosa spina malefica
incastrata
il mio tormento non è
l’apertura. La chiusura
è il mio eterno dolere

Fenditura
voluta, tenuta
trattenuta tra le mani conservata e
di porta in porta lasciata
di volta in volta cercata
salvifica certezza
habitat
d’opportunità e imprudenza

Interstizio
che rassicura la sete, siede
silente e subdolo, sulla debole follia
generatrice
di giganti, uomini, eroi
Breccia

Spiraglio – luce – eppure
fessura
mai prorompente, mai
nessun varco, nessuna chiave
non mi apro e non mi chiudo
fessura
congelata
attimo fermato, stregoneria

datemi una chiave
chiudetemi vi prego
tappate, bendate la bocca, le orecchie
gli occhi finché
non sia capace anch’io
scricchiolando
d’esser porta e poi stanza

  

  

 

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