Vocabolario creativo: Ubicazione

8 05 11 by

(il luogo in cui è posto un edificio)

  

  

Tue e deo sutta ‘e una ferula
Ube naschet sa chintula
(da Astrolicamus, Andrea Parodi)

  

  

Vedi le rondini che giravoltano nell’aria questa mattina? Non hanno bisogno di rincorrere verità, nominare cose, costruire case matte d’aria chiusa. Le nuvole avanzano, indietreggiano, danzano, abitazioni mobili di capricci e sogni, voli. Una forma e una misura e immediatamente dopo un’altra, una corsa e poi una ritirata, un girotondo, uno svanire lieto.

Beate rondini! Gli umani stanchi cercano vie e teorie e ragioni ma io e te semplicemente siamo. Verità viva, autentica bellezza, acqua limpida, eternizzante. Meravigliosamente complicati. Brindisi al vero! E mentre gli umani stanchi cercano, calcolano, s’ammorbano e ingobbiscono, io e te brilliamo in ogni chakra, sudditi del brio, schiavi d’un fertile fervore, abbagliante, irrequieto, sano.

Respiro il tuo respiro fino alla fine di me stessa, cresce un germoglio generoso di passione nel più intimo atomo del mio corpo. Mi spingi forte la mano sul cuore e io sento l’energia dell’universo, tutta confluire dentro, scarica d’apertura, fiumana di poesia creatrice. Le nostre parole si toccano, si amano, pullulano, si intrecciano, sanguinano, e poi le nostre mani, e poi le braccia, e i colli, e poi essenze intrecciate, lingue di fuoco, muscoli aggrovigliati, battiti alternati. Quanto ho amato quelle labbra fini, quella lingua leggera che si muove sotto il palato, quella saliva dolce, quei denti perfetti, quella voce!

Dammi un posto sullo scaffale della tua cucina, una posizione dentro l’andito della tua quotidianità, una riga sulla pagina del tuo libro preferito. Non dirmi niente, perché la verità siamo noi, ma dammi una luce dentro cui brillare, un bicchiere sopra cui liquefarmi, uno straccio, un secchio, dentro cui lavarmi, dammi un’ubicazione tra le tue scartoffie, concedimi un sospiro dentro cui morire d’amore.
Cielo terso immenso, fiore raro, desiderio inestirpabile. Verde di prati e boschi, lenta passeggiata nel silenzio sconfinato.

Ma che cosa è la verità se non la vita? La pulsazione e il sangue nelle vene, la giornata che si addormenta di pensieri, le molecole di freschezza lungo la schiena. Gli umani stanchi cercano, rattoppano, inquisiscono. Ma che cosa è l’ordine se non il calore di un caos calmo, un desiderio sfamato, un istinto seguito, un sonno dolce a lungo cercato?

 

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