Vocabolario creativo: Tabella

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(prospetto con indicazioni varie)

  

  

Pagherò. Per tutti i miei peccati, lo giuro.
Ma s’io potessi prenderti, anche solo per un minuto al giorno, come una pastiglia amara che fatica a scendere giù in gola, non chiederei altro prima della fine. Se solo io potessi sostenerti in volo, quando con l’ala sinistra ti esibisci in una piroetta di fumo e profumo, e poi con la destra, quando scali fino all’ultima delle umane ispirazioni, senza vergogna, senza pietà, solo esistendo, se solo.
Accompagnarti fino all’ultima goccia di sangue divino, vorrei. Seguirti con passi e occhiate e battiti di ciglia, se solo potessi, seppur per un minuto alla settimana, sì, aspetterei. Conterei tutti i giorni, fino a sette, friggerei. Ma s’io potessi sfiorarti solo un po’, con un dito leggero come su seta, se potessi allungare il braccio e accarezzarti nella pelle ruvida e poi liscia, fresca e poi bollente, se potessi afferrarti anche solo una volta al mese, io vivrei per quel momento.

So che sapore hai, ti sento dentro quando bevo acqua fresca, evanescente e gelida sotto la lingua, so come sei, ti tengo a mente quando scorro le corde di una chitarra docile, conosco i tuoi umori, ti scopro a pizzicarmi sugli stinchi quando l’emozione è troppo forte, riconosco il suono della tua voce, ti ascolto sospirare quando la tinta di una foglia è troppo tenue e perfetta e rara.
Ah, se solo io potessi infilarti in una griglia, trattenerti su un pezzo di carta, sparpagliarti su una tabella e calcolare la tua composizione! Se solo, all’imbrunire di ogni luna piena, potessi almeno cancellare questa dolorosa distanza! Toccarti di sfuggita, lambire solo un angolo del tuo prezioso respiro, solleticare o rasentare la tua forma bella, se solo, almeno una volta l’anno, potessi avvicinarmi a te, come un satellite innamorato.

Pagherei, poi, per tutti i miei peccati, lo giuro.
Conosco ogni lato e ogni tono e ogni ombra di te – ma non fai altro che sorprendermi. Sollevarmi, portarmi via da questo tempo e questo spazio, lanciarmi indietro al principio di tutto, scaraventarmi avanti oltre il limite della realtà.
Pagherei, pagherò. Ma se tu potessi accettarmi, misera, se almeno una volta nella vita io potessi acciuffarti come un filo d’erba verde, impugnarti come una spada insanguinata, se solo, una volta nella mia irrisoria esistenza, io sapessi come possederti, contrarti come un’infezione, centrarti come un obiettivo di luce, adottarti come filosofia di vita, raccoglierti come un consiglio, stringerti come una creazione, finalmente, portarti via…

Bellezza…

  

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1 Comment

  1. Grazie.
    Hai scritto tutto ciò che da tempo fa pulsare le mie tempie.

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