Vocabolario creativo: Quaderno

20 08 10 by

(Insieme di più fogli rilegati tra loro e fasciati da una copertina)

  

  

Non sono i monumenti o i resti archeologici a mancarmi. Non è il profumo forte della Storia né la parlata originaria, l’architettura o la cucina prelibata. Quello che mi manca di Roma sono le sue viscere più recondite, i suoi lati oscuri e deliranti, le sue carte false, i suoi peccati mortali. Mi manca la sensazione di spaesamento e perdita completa di ogni punto di riferimento, il brivido e la vertigine, lo smarrirsi al centro della metropoli più assurda del pianeta.

Non sono le strade infinite che portano a lei, né il cupolone o i viali larghissimi. Mi manca il suo essere così sfacciata, scandalosa, così ruffiana e voltafaccia, lurida. E’ la feccia, ciò di cui si ha nostalgia. La parte più infima della specie umana, i sogni infranti, le scarpe sull’asfalto. Il nero dell’anima che si sporca di smog ad ogni fermata del tram, il dover scrivere sul quaderno ogni singolo orario della giornata per organizzare tutti i movimenti e non essere in ritardo: come un criminale che pianifica un colpo grosso ogni giorno, senza essere scoperto mai.

Non sono le ville e gli ori, a mancarmi, o i nomi importanti, no. Sono gli angoli tumefatti di bieca umanità, la costante presenza della morte nella vita, il buio rosso delle notti senza stelle, le storie tristi dentro porte invisibili.
Mi manchi, Roma, nelle tue altezze inarrivabili e nelle tue bassezze disarmanti. Mi manca la tua comprensione. Il tuo prendermi con te, insieme alle ferite che ancora fanno male, e il tuo insegnarmi che non è possibile curarle, ma amarle, questo sì.

  

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1 Comment

  1. BELLISSIMA…in poche righe vi è un infinito di cose…sono senza parole..complimenti

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