Vocabolario creativo: Pacca

11 08 10 by

(Colpo dato con la mano aperta in modo amichevole)

  

  

Sono mezzo vivo, mezzo morto. Mi hai lasciato in bocca quel sapore amaro che non va via e questa stanza adesso ha pareti più fredde che la morte. Il tuo sorriso di fata si è trasformato in un ghigno da strega, il tuo vestitino a fiori ha preso fuoco come il forcone di un diavolo affamato. Sono troppo perso per essere salvato?

Sono mezzo morto, mezzo vivo. Il fiato spezzato non regge il ritmo della mia chitarra, mi hai ingoiato anche la voce. Strega. Traditrice dalla pelle da ingenua, deludente stella di un tramonto asfittico, ladra. Sono mezzo vivo e mezzo morto perché hai deciso così, senza una risposta, senza un indizio. Ora ogni notte sto su questo letto e guardo il muro come un lupo ferito, tosto, ma sobrio e spento.

Non riempite questo silenzio ammorbante, che mi pervade in ogni cellula e mi rende, ogni giorno di più, mezzo vivo, mezzo morto. Lasciatelo crescere fuori e dentro di me, che mi inghiotta fino al punto più basso degli inferi cenerei. Pompa questo rock a tutto volume nelle vene e negli occhi, chiusi, vivi, morti.

Mi riprendo la mia vita, lo giuro. Lo giuro sulle tue mani sadiche di delirio, sui tuoi capelli scuri come il bacio della notte sui petali ancora chiusi. Mi riprendo la mia vita e la ricomincio daccapo, cambio città, cambio lavoro. Ma a te, giuro che ti cancello.

Vieni qui, amico mio, dammi una parola di conforto. Una pacca sulla spalla e poi il silenzio, non ti chiedo parole ma un silenzio ristoratore. Ascolta la mia rabbia senza farmi prendere una mira, misura i miei tempi per tornare a vivere, o la mia metà morta atrofizzerà anche la metà che ancora batte…
Sono troppo perso per essere salvato?

  

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