Vocabolario creativo: Macabro

9 08 10 by

(spaventoso, orrendo, raccapricciante)

  


  

La bambina in bianco e nero passa tutte le notti nello stesso posto. Percorre ogni sera lo stesso sentiero ed è vestita di non colori fino alle dita fredde dei piedi. Il bianco per il riflesso della luna sulle pupille, per le gocce di resina sui rami. La scia delle lumache stanche e intrise di umidità fino all’anima, la danza chiara delle lucciole moribonde.
Il nero per l’ombra dei rami sull’asfalto, le note corvino della musica nel vento. Lo sguardo cieco del gatto sbilenco, i monti al buio. E lei, silenziosa eppur con respiro pesante, mette un passo dopo l’altro. Sempre gli stessi, sempre nello stesso posto. Neri. E bianchi, sulla terra bagnata.

La bambina in bianco e nero ha dimenticato il suo passato, ma ricorda il suo futuro con estrema nitidezza e quando scende la foschia, nella valle, imprime forme di animali sull’acqua gassosa dell’aria. Canta e ricanta a mente canzoncine vecchie di secoli e millenni, rigida nella sua camminata scalza. Il ronzio delle falene è un altro sottofondo di nera fuliggine, la luna sbadiglia di bianco stupore.

Neri come la pece i suoi capelli, bianca come il sale la sua pelle liscissima. Come la pece che brucia una ferita, come il sale che brucia gli occhi aperti. Nera la pupilla, bianca la sclera.
In bianco e nero è la bambina dai piedi freddi. Ma dentro, un arcobaleno di colori tiene conservato…

  

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