Vocabolario creativo: Ibridazione

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(incrocio fra specie o varietà diverse)

  

  

Inghiottimi. Fino alla fine, fino alle viscere della Terra. Rubami, inghiottimi, fino a che il tuo tocco marino su di me si trasformi in un unico eterno abbraccio di fuoco. Attraverso la calda luce della luna piena guardami, scrutami, fino alla fine, fino al più intimo dei miei segreti, fino al punto più lontano delle mie paure. Prendimi e comprendimi con le tue mani forti di risacca, con la tua espressione di regalità e totalità, con il moto ondoso dentro al tuo spirito di flutti e spume.

  

Prendimi con te. Tirami via e poi deglutisci, fino alla fine della tua fame, fino a che ogni atomo della mia anima, ogni sospiro dei miei organi, diventino il sale della tua vitalità. Spingi e tira, tira e spingi, gira, butta e poi culla, il mio piccolo corpo che sospira di vento ad ogni tuo silenzio. Inghiottimi, senza nemmeno ascoltare quello che ho da dirti, solo leggendolo nelle lacrime lucide delle mie pupille, solo ascoltandolo nelle onde arricciate dell’aria che entra e che esce dalle mie narici.

  

Ingeriscimi, divorami, fino a che il tuo tocco marino quieti la mia fame, fino a che la tua forza generatrice e distruttrice sazi la mia inquietudine, fino alla fine del mondo, fino all’inizio di ogni altra esistenza possibile. Prendimi, volteggiami, fammi cadere e poi raccoglimi, increspati e muoviti, girami, alimenta le maree con le danze acquatiche dei miei capelli, premi le pieghe della mia pancia e poi inghiottimi. Prendimi con te, spariscimi nel nulla del cosmo.

  

Parlami nel buio, leggimi negli spicchi di luce dentro agli occhi e poi rispondimi, senza una parola, senza un gesto, solo con il folle abbraccio della tua eternità sabbiosa, solo con il solenne riposo dei tuoi fondali d’abisso nero. Inghiottimi, fino alla fine, fino all’alba di domani. Fino a che la nostra intima ancestrale solitudine non svanisca con la luna che va via, con gli astri che si addormentano, insieme ai demoni della notte stellata.

  

Mangiami come fossi il frutto prelibato della tua virilità, bevimi, come fossi il succo atroce della tua condanna a morte. Diffondimi, spargimi, spariscimi tra le onde fino a che io non senta più la tua mancanza. Inghiottimi. E poi fallo ancora, fino alla fine, fino alle viscere della Terra.

  

Edouard Rosset-Grander – Jetsam

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