Vocabolario creativo: Daccapo

9 03 10 by

(di nuovo, dal principio; ricominciare da zero in una situazione)

  

  

Tutto è pronto, o quasi.
Un ticchettio pioviggina sui vetri della mia finestra e mentre osservo il volo di uno sparviero in direzione sud-ovest mi rendo conto che già non lo è quasi più, mia, e che in fondo non lo è mai stata. Ascolto il ticchettio, immersa in densi pensieri da sogno notturno, chiedendo a me stessa quale sia la mia vera prossima destinazione, quale la direzione e la follia per raggiungerla.

La valigia è pronta, o quasi.
Gli ultimi preparativi e documenti, altri saluti, libri e strumenti, poi si comincia un’altra volta, per sensazioni lontane intessute di magia, caos cosmico e coincidenza. La pioggia adesso si fa lieve, piego pochi semplici indumenti da portare via e una goccia stanca riga il vetro formando una lettera che non so più leggere.

Tutto è chiaro, o quasi.
È la mia vita a costringermi a partire, il nucleo dell’errare nel mio sangue, il vento che spira e che cospira, che mi reclama e mi sospinge in un impeto costante di passione e potenza. L’ho sentito questa notte, sul ciglio del mio letto, varcare mondi paralleli unendoli con filo invisibile di contrasto e armonia, l’ho sentito alzare le lenzuola con curiosità e follia creatrice, invitandomi a conoscere ancora, a girarmi e rigirarmi, e andare.

Tutto è chiuso, o quasi.
Capitoli e distanze, progetti e profezie, cerniere, porte, discussioni e cassetti. Il fazzoletto rosso piegato nella borsa è solo un altro gesto di azione e predizione, il ticchettio si fa più leggero ancora, ora sono gocce che cadono dal mio viso. Dopo decine di trasferimenti e traslochi, centinaia di viaggi e spostamenti, migliaia di congetture lontane, partenze e ritorni, eccomi qua, come sempre nuova nello spirito, ancora ancestrale nei desideri.

Vado a reimparare tutto, o quasi.
Vado a riscoprire la verità nel mondo. Vado a raccogliere daccapo ogni sogno e ogni speranza, ogni buio e ogni luce, ogni colore e ogni parola, ogni notte e ogni mattino. Vado a conoscere ancora gli occhi e i visi, i sorrisi, i suoni e i sapori che ho dimenticato. Le forme delle cose, le verità delle persone, le storie dei luoghi, del vento, del mare.

Vado a conoscere daccapo, vado a riconoscere ciò che ho dimenticato. Vado a camminare sulla terra che ho lasciato, a nuotare nell’acqua che mi ha generato, vado a reimparare il senso del destino e delle piccole cose che ho avuto. Vado a soffiare nel fuoco che mi ha riscaldata, a volare nell’aria che mi ha sollevata, vado a sostenere la bellezza con il soffio del mio respiro sul mondo.

Tutto è pronto, o quasi. Me ne vado in Africa.

  

 

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1 Comment

  1. Paolo

    Buon viaggio sorellina, sono molto contento per te 🙂

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