Nebbia e ronde leghiste oltremare: xenofobia o arrivismo politico?

6 02 10 by

La nebbia avvolge le valli e raggiunge con forza villaggi e paesi, attorcigliandosi fra ruderi e casette, fino a cingere come un abbraccio di falsa premura anche i palazzi e gli uomini che resistono alla rigidità dell’inverno. Il vento non è abbastanza forte e volenteroso per spostare i cumuli di umidità che si stanzia impietosa, ma è abbastanza freddo per congelare le dita, per bloccare la circolazione del sangue e le terminazioni nervose dei piedi. Un gruppo di uomini di nero vestiti camminano a passo svelto lungo la strada che dalla biblioteca arriva al corso, a testa alta e viso fiero perché stanno per inaugurare una nuova sede della Lega Nord. Il verde smeraldo delle loro cravatte abbaglia chiunque perché qui, dove la nebbia smorza ogni colore, anche gli alberi e le piante appaiono di un grigio sonnolento e cupo.
No, non siamo in Padania, ma in un paese montano del centro Sardegna a 600 metri d’altezza, su un altopiano granitico ai piedi del Monte Orthobene. Dopo Cagliari, Tortolì, Sassari e altre cittadine dell’isola, l’avanzata del partito di Umberto Bossi ha raggiunto Nuoro, l’Atene Sarda che ha dato i natali a personaggi del calibro di Grazia Deledda, Salvatore Satta, Francesco Ciusa. E’ proprio qui, in via Aspromonte 7, che è stata inaugurata la nuova sede della Lega Nord – proprio di fronte al Corso Giuseppe Garibaldi, segno che anche i leghisti hanno il senso dell’umorismo.
La nebbia non dà tregua al respiro, eppure i soliti vecchietti che passano le giornate a chiacchierare nella piazzetta qui di fronte non demordono, giorno dopo giorno. Si ritrovano qui da decenni, secoli, millenni, almeno finché non si mette a piovere. Poi, piano piano, la piazzetta comincia a riempirsi di giovani, ed è quando tutto intorno si appostano gli agenti di polizia che gli anziani cominciano a chiedersi, con qualche sorriso sardonico tra i baffi, che cosa mai stia succedendo. Ogni tanto passa anche qualche vecchina che, spaventata, chiede il motivo di tutta quella polizia. Ma i ragazzi e le ragazze li rassicurano, rispettosi di queste colonne portanti dell’identità sarda. Tra un cerchietto fucsia e su bonette – il tipico copricapo sardo – sembra esserci l’abisso, eppure i toni del dialogo tra generazioni sono così intimi e complici da far rabbrividire.
Gesù e Maria, ma quanti sono?” si chiedono l’un l’altro i vecchietti con una domanda retorica che è più un borbottare. Continuano a osservare la situazione e gli agenti della DIGOS come aquile tranquille, un po’ interdetti per il fermento, un po’ soddisfatti per l’arrivo di nuovi argomenti di cui discutere. Sono gli anziani di Nuoro, luogo di ultracentenari e uno dei comuni in Italia col maggior numero di immigrati con permesso di soggiorno per numero di abitanti, soprattutto donne venute qui come colf e badanti. Sono veri e propri pezzi d’antiquariato, gioia degli antropologi, e stanno qui a chiacchierare in Piazza San Giovanni, come se nulla fosse. A sentir parlare di politica gli si arriccia il naso. Forse non sanno che si tratta del partito che fa del dito medio il suo fiore all’occhiello, che tappezza le città con locandine dai messaggi razzisti e xenofobi, che sputa sulla Costituzione e schifa il Meridione, che insiste sulla delinquenza portata dagli stranieri, che vuole il permesso di soggiorno a punti. Forse non sanno che si tratta del partito che vede tra i suoi esponenti giovani incapaci di prendere il diploma di maturità e altri menomati mentali che sbavano mentre sparlano, ma non sembrano esserne interessati.
E’ un po’ che circola la voce di questa inaugurazione e sin da subito è nato il gruppo spontaneo di contestazione su Facebook e l’appuntamento pacifista ad esso collegato: “No alla Lega Padana a Nuoro“. L’intento si può leggere nella descrizione dell’evento: “Venerdì 5 febbraio a Nuoro sarà inaugurata la sede della Lega Nord. Cosa vogliono fare questi xenofobi razzisti nella nostra terra? Quali sono le loro reali intenzioni? Non eravamo dei terroni che non avevano voglia di lavorare? Chiediamoglielo!” Sono andati a chiederlo agli uomini che stanno di guardia al portone da qualche ora prima dell’inaugurazione, nella sede di Autonomia Socialista, che ha “accettato di ospitare provvisoriamente la Lega, solo per una riunione“. Le risposte, tuttavia, sono state piuttosto incoerenti: qualcuno ha risposto “noi non siamo i leghisti, siamo i socialisti, gli apriamo solo la porta“, qualcun altro ha gentilmente consigliato ai manifestanti di “andare a contestare a quel paese“. Un altro ha mandato via una donna dicendole “questa è casa mia, quindi tu te ne vai“. Difficile credere che quei vecchi socialisti – ex fascisti – non fossero neo leghisti, o che quantomeno non avessero interessi nel difenderli, ma a quanto pare non hanno avuto il coraggio di dichiararlo pubblicamente.
La Sardegna è un’isola al centro del Mediterraneo, regione della Repubblica Padana“. Ecco cosa si trova scritto sul sito istituzionale della Lega Nord Sardegna. “Vogliamo valorizzare la Specialità della Sardegna, assumendo la responsabilità della nostra Autonomia; valorizzare il territorio della Sardegna, rilanciando l’Agricoltura, incentivando il Turismo, salvaguardando l’Ambiente; valorizzare e tutelare le competenze dei giovani, restituendo loro la voglia di sognare e perseguire progetti personali e ideali collettivi; creare un futuro fondato sugli stessi valori tramandatici dai nostri genitori. Per tutto questo vogliamo: stare tra la gente, parlare con la gente, lavorare per la gente“.
Eppure i rappresentanti della Lega Nord a Nuoro, scortati dalla Digos e accompagnati in auto fino all’ingresso della nuova sede, hanno evitato in tutti i modi i manifestanti che volevano porre loro delle domande. Gli stessi politici che poi, molto coraggiosamente, hanno mostrato alla cittadinanza il dito medio, dalla finestra. Ma sono proprio sicuri che siano questi i “valori tramandataci dai nostri genitori“? Davvero l’ancestrale ospitalità e generosità del popolo sardo verso lo straniero è stata solo una leggenda?

Luciano Cucca è il cittadino più agguerrito del gruppo di manifestanti che hanno dato il benvenuto agli inauguratori. Con sa berritta – il tipico copricapo sardo – e l’espressione severa non ha smesso di controllare che nè da una parte nè dall’altra si superassero i limiti della civiltà, tranquillizzando i più giovani e tenendo buoni rapporti con le forze dell’ordine. E’ uno dei portavoce del movimento spontaneo di protesta e crede fermamente nel rispetto del prossimo. “Il problema è il messaggio che porta avanti questo partito politico, che sensibilizza i suoi adepti con idee razziste, xenofobe e quant’altro si ponga in contrasto con l’articolo 3 della nostra Costituzione“, dice. “Non dimentichiamo che, fino a poco tempo fa, facevamo parte a pieno titolo della Terronia“. Lo sguardo fiero e sarcastico di Luciano indugia un attimo alla porta di via Aspromonte 7, poi continua. “Debbo riconoscere e ammettere che tutti noi abbiamo dimostrato la nostra cultura civile, di fronte a soggetti arrivati alla conquista di qualche voto. Non possiamo accettare nel nostro territorio idee contrarie al vivere civile, tantomeno aver contatti con personaggi che nulla fanno se non fomentare odio razzista, xenofobo o omofobico. Tutto questo non ci appartiene e non ci apparterrà mai e pensiamo che il nostro messaggio sia arrivato preciso e ben scandito“.
Eccitato e insofferente, Fabrizio Pirina non poteva mancare. Un anno fa era solo un imprenditore del sughero ma ora è il coordinatore regionale della Lega Nord Sardegna e non si perde un solo comizio per sventolare insieme la bandiera dei Quattro Mori e quella leghista. Con lui i senatori Sergio Divina e Fabio Rizzi, il coordinatore di Nuoro-Ogliastra Massimiliano Piu e il neosegretario nuorese, Gianluigi Piu. E’ lui che ha salutato i colleghi con un “Benvenuti nella città peggiore della Sardegna“.
A un anno dall’inaugurazione della prima sede della Lega Nord in Sardegna, nel gennaio 2009, l’isola sembra essere diventata terra di conquista di Umberto Bossi. “Già da qualche mese“, aveva raccontato il senatore Rizzi “mi è stato manifestato, da alcuni amici sardi, il bisogno di una presenza della Lega Nord in Sardegna, sostenendo che il Nostro Movimento ha come metodologia e profonda caratteristica quella di saper realmente, profondamente e costruttivamente interpretare i bisogni del Territorio. La convinzione che anche a livello Sardo la Lega avrebbe saputo interpretare tali bisogni è via via cresciuto“.

  

I due senatori, intervistati a Nuoro da un giornalista locale, hanno affermato di apprezzare i giovani che manifestavano le loro idee, sicuri che nel giro di qualche anno quegli stessi ragazzi che ora protestano aderiranno convintamente alla Lega.

Intanto, le manifestazioni organizzate spontaneamente da membri di Facebook aumentano in tutta Italia: contro il razzismo, a sostegno degli immigrati, contro la Lega, contro la xenofobia e l’istigazione fascista. Un’Italia reale e non mediata da giornali e tv che si solleva in nome della società multiculturale.
Non sarà una soluzione concreta per le vittime delle ideologie violente e populiste, che fanno leva sulla paura e sul disordine – causate più dall’inefficienza di uno Stato assente che dall’immigrazione – ma di certo un primo passo verso la mobilitazione sociale che sveglia le coscienze addormentate. E che sensibilizza l’opinione pubblica alle tematiche della tolleranza e della fratellanza, e ai valori universali di pace e libertà.

 

Related Posts

Tags

Share This

1 Comment

  1. E’ simpatico però notare che la lega abbia sede in via Aspromonte…

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *