Vocabolario creativo: Cabaret

2 02 10 by

(locale in cui si tengono spettacoli di varietà di tono umoristico – satirico)

  

  

Credi che io non ti abbia capito, preso come sei dal mondo in cui vivi, dagli abiti che indossi, indaffarato e imbarazzato come uno stacanovista alle prime armi. È così difficile per te incontrare i miei occhi? Mi accontenterei di sentire per un attimo il tuo sguardo, forte e prezioso come un felino inafferrabile, di farmi sfiorare il viso dalle pupille nere che ti svelano fino in fondo, di restituirti il tocco e poi andare via, col sapore amaro in bocca di chi s’è perso un’emozione…

Credi che io non ti abbia scoperto, sotto la maschera che porti, mentre ti muovi con destrezza dietro a quel bancone alto, bello come se fossi nato solo per questo. Mentre dalle tue mani forti nascono i più variopinti e passionali cocktail. Mentre ti giri e dici una parola, dando più importanza alle bottiglie in fila davanti a te che alle persone che ti circondano…

Ma chi sei? Ascoltare la tua voce è come fare un viaggio su e giù per terre lontane, la spiaggia, il mare e poi la Grecia, mi hai detto una volta, la Russia persino. Ma chi è quel grande uomo dai riflessi spaziali, che vuole raccontarsi con gli scherzi e l’ironia di un ragazzone di provincia? Credi che io non ti abbia capito, preso come sei dal mondo in cui vivi, dagli abiti che indossi… E allora te lo lascio credere, non cercherò di incontrare i tuoi occhi, scontrarmi col tuo sguardo, scaldarmi ad un tuo gesto.

La musica alta fa il giro del locale, gira intorno alle lanterne a grappolo, ravviva la loro luce arancio scuro, poi continua là fuori, per chi non sa… Ma dentro, qui dentro, io non sento più niente se non il tuo respiro dolce nell’aria, non sento un solo suono se non il tintinnare dei bicchieri che ti passano addosso, non sento la benché minima nota se non sul pentagramma di questo mistero che sei tu.

Ma chi siamo? Credi che io non ti abbia scoperto, sotto la maschera che porti, mentre tieni tra le dita una bella bottiglia… E allora te lo lascio credere, e non cercherò di incontrare i tuoi occhi, scontrarmi col tuo sguardo, conoscere il tuo nome. Continuerò a ridere e divertirmi alle battute dei miei amici, come se tu, animo nobile dalla voce d’abisso, non fossi mai esistito…

  

 

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