Spazzatour, l’emergenza rifiuti un anno dopo: la munnezza è oro

26 10 09 by

La pioggia di quest’ottobre è più quieta e gentile rispetto alle altre piogge, perchè si posa leggera sulla terra e dona colori pastello su valli e colline, portando con sè l’autunno e i suoi forti colori. Nelle campagne intorno a Napoli, invece, ogni goccia di pioggia è un delitto annunciato.
Il percolato è un liquido inquinante che si forma quando l’acqua incontra i rifiuti. Questo liquido è ulteriormente pericoloso quando nasce dal contatto dell’acqua con rifiuti già tossici, uniti ad altri sia urbani che industriali, non differenziati, accorpati in finte ecoballe stoccate senza nessun controllo.

A un anno dalla tanto acclamata “fine” dell’emergenza rifiuti a Napoli, sono andata a vedere se è vero che il problema è stato risolto, e come. Avrei voluto vedere impegno e coerenza, promesse mantenute, ordine e rispetto per l’ambiente e i cittadini, controlli seri, procedure a norma, cooperazione e trasparenza. Il repentino sgombero di tonnellate di rifiuti dai centri abitati di cui il governo si è tanto vantato c’è stato, ma in minima parte. E’ evidente che il centro di Napoli sia stato ripulito e che la gente possa finalmente dimenticare l’incubo delle strade in fiamme dell’anno scorso, quando si bruciavano montagne di spazzatura davanti ad ogni casa per disperazione. Ma la verità è che non solo il problema della gestione illegale dei rifiuti non è stato risolto, ma è di gran lunga peggiorato. Essendosi spostato dalle città alle campagne ha assunto le dimensioni di un disastro epocale.

il dottor Giuseppe Comella, oncologo, mi racconta di come vengono effettuati gli studi scientifici per nascondere l’altissimo tasso di tumori tra le donne in questa zona della Campania

  


  

La Campania felix possiede le contrade più fertili del Mediterraneo, dove la fecondità della terra permette all’uomo di produrre ed esportare innumerevoli prodotti con marchio IGP, DOP, DOC, IGT, ecc. In tutta la regione la Superficie Agraria Utilizzata è pari al 43,27% e nella sola provincia di Caserta 40 mila aziende agricole lavorano 107 mila ettari di terreno. I prodotti che qui nascono, famosi in tutto il mondo per la loro ottima qualità, vanno dai vini alla mozzarella di bufala, dall’olio alle castagne e ancora mele, ciliegie, fragole, nettarine.

E’ qui che termina la folle corsa dei rifiuti tossici che partono dalle grandi industrie del nord Italia. In questo paradiso vengono violate ogni giorno leggi italiane ed europee, con lo sversamento illegale continuo dei veleni industriali che percorrono le rotte dei trafficanti di rifiuti. Uno di questi è Gaetano Vassallo, camorrista pentito – che negli ultimi vent’anni è stato arrestato tre volte – che sta collaborando con la magistratura e sta svelando i più tetri segreti dell’ecomafia. Vassallo ha dimostrato che molti grandi edifici – come il Centro Commerciale Campania – hanno fatto da coperchio a enormi discariche illegali di rifiuti speciali e ha fatto nomi e cognomi di criminali, parlamentari, sindaci e funzionari, forze dell’ordine, commissari, architetti e ingegneri, imprenditori, medici e veterinari che da vent’anni a questa parte contribuiscono allo sfacelo di questi territori e della sua popolazione. Un altro pentito, cugino del boss Francesco Bidognetti, ha raccontato che le voragini lasciate dagli scavi per i cantieri delle grandi opere vengono colmate con i detriti tossici provenienti dal Nord, coprendo il tutto spesso con stalle e pascoli.

Discariche abusive a cielo aperto di Casaluce (CE)

  

  

Ci vuole coraggio a chiamarla emergenza. Questo è un sistema del tutto ordinario che ha utilizzato il caso mediatico della primavera 2008 come pretesto per la legalizzazione del meccanismo camorristico. Entro il 31 dicembre 2009 si prevede la nomina a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’emergenza rifiuti del capo della Protezione civile Guido Bertolaso. La sua giustificazione a tutto questo è stata un’ammissione di colpa: “Ci siamo comportati come chi non rispetta il rosso per trasportare all’ospedale un moribondo“. Se poi per salvarne uno – cioè l’azienda che ha avuto l’appalto – si distrugge un’intera regione, poco importa.

  

  

Impregilo, i cui dirigenti sono stati chiamati “veri eroi” da Berlusconi, è la prima concessionaria per la gestione dei rifiuti in Italia e tra le prime in Europa, nonchè responsabile operativa per la TAV, il ponte sullo stretto di Messina, il Mose di Venezia e altri scempi come l’ospedale San Salvatore a L’Aquila, crollato il 6 aprile ed inagibile al 90%. E’sotto processo da un anno per disastro ambientale, truffa a danno dello Stato e falso ideologico ma le ultime leggi del Cavaliere sulla prescrizione mettono i bastoni tra le ruote anche a questo caso, essendo il sostenitore numero uno dell’azienda e di Bertolaso, che ha già pieni poteri nello smaltimento dei rifiuti. Non è un caso che quest’ultimo abbia chiamato “traditori della patria” i cittadini che si sono uniti in comitati per divulgare la verità sulle discariche, nonchè Roberto Saviano.

I reati più comuni della Impregilo vanno dallo sforamento quotidiano della massima percentuale di diossina e altre sostanze nocive consentita dalla legge, lo stoccaggio di “ecoballe” piene di rifiuti tossici – idrocarburi, cromo, piombo, ecc – e l’impedimento della raccolta differenziata. Il perchè è semplice: lucrare.

Non solo la Impregilo conserva i rifiuti come garanzia per le banche da cui prendei prestiti, ma c’è anche una questione più scottante. Il contributo Cip6 è previsto dall’ordinanza Napolitano 2774 del ’98 e consiste in un incentivo all’incenerimento dei rifiuti prodotti. Questo significa che, per ottenere enormi profitti, la Impregilo ha impedito la raccolta differenziata e la creazione di impianti per il recupero della materia, accumulando tutti insieme i rifiuti “tal quali” – cioè nè differenziati nè tritovagliati, ma tenuti così come sono – in costose discariche, in modo da trarre esorbitanti profitti da ogni “ecoballa” bruciata, cioè da ogni tonnellata, che gli viene pagata circa 180 euro dallo Stato. Che poi siamo noi.

Camminare tra le discariche abusive in Campania è un’esperienza disarmante. Lì per lì, a fare la gincana tra i rifiuti ingombranti e altre centinaia di migliaia di oggetti piccoli, medi e grandi, coloratissimi e perfettamente riconoscibili, non ci si sente tristi. A fare la conta dei materassi e dei copertoni, delle montagne di cartone vicine a montagne di amianto, dei pupazzetti di plastica e dei vestiti, lì per lì non ci si sente indignati, nè furiosi o rassegnati. A concentrarsi sulla respirazione per non farsi sopraffare dal tanfo acre e potente dell’aria, non ci si sente scoraggiati o agguerriti, nè disperati o spaventati. Tutto questo fa parte di un’esperienza semplicemente alienante, che ti toglie fino all’ultima goccia di dignità umana e per qualche attimo ti risucchia anche le facoltà mentali.

A Casaluce si possono ammirare diverse di queste discariche abusive a cielo aperto, la più sconvolgente delle quali si estende lungo le sponde dei Regi Lagni, canali che raccolgono acqua piovana per oltre 56 km e che vanno a finire al mare, estendendosi lungo 110 mila ettari pianeggianti dalle grandi qualità agrarie. Inutile dire quanto percolato arrivi quindi a queste zone e poi nel mare, una volta terminato questo percorso mortifero.

Discarica abusiva a cielo aperto lungo i Regi Lagni di Casaluce (CE)

  


  

Le discariche autorizzate dal Consiglio dei Ministri, invece, sono estremamente militarizzate e ovunque si leggono cartelli che dicono “Sito di interesse strategico nazionale” e ricordano installazioni di guerra. La legge vieta ai cittadini di controllare gli impianti per la gestione dei rifiuti e persino di manifestare pacificamente contro l’attuale gestione Impregilo: ai curiosi vengono riservati dai 3 ai 6 anni di reclusione.

Taverna del Re nel comune di Giugliano (NA) è stata pensata solo per rifiuti urbani ma come tutte le altre vi nasconde, sotto, quelli industriali. Ha un’estensione di “ecoballe” pari alle piramidi, su un’enorme area militarizzata che si vede anche dal satellite.
Come in ogni discarica della zona, i cani e gli uccelli si aggirano indisturbati tra i rifiuti per poi spostarsi nei campi coltivati appena accanto, infettando tutto ciò che incontrano nel loro vagabondaggio. La contaminazione biologica e la pericolosità dal punto di vista epidemiologico della presenza di una discarica di materiale indifferenziato è accentuata dai flussi migratori della fauna selvatica.

Ma lo spettacolo più desolante l’ho potuto vedere a Ferrandelle e Maruzzella, tra i comuni di Casal di Principe, Santa Maria La Fossa e Grazzanise (CE). Il primo ha un sito di stoccaggio con un milione di tonnellate di rifiuti urbani e tossici gestiti in modo illegale, cioè tenuti nei sacchi così come sono stati raccolti dalle strade, nè triturati nè imballati. Di conseguenza, capita spesso che col tempo gli involucri di plastica vengano aperti dal vento, dalla pioggia o dai gabbiani, che vivono in stormi cibandosi dei rifiuti contaminati dal percolato – a dimostrazione del fatto che l’umido non viene diviso dal secco.

Discarica militarizzata di Maruzzella nel comune di San Tammaro (CE)

  

  

Il mio viaggio è finito presto, lungo la strada provinciale 162, che viene chiamata “asse mediano” o “superstrada della morte”, i cui pilastri sono serviti alla camorra per rintombare altri rifiuti pericolosi. La terra dei fuochi, chiamata così per via dei numerosi incendi dolosi con cui vengono bruciati rifiuti un po’ ovunque, è la patria dei Casalesi – il più forte clan camorristico che qui regna indisturbato. A causa della loro influenza sul territorio, i medici falsificano i risultati delle analisi sulle percentuali in aumento di tumori; a causa loro, quando le bufale sopravvivono alle malattie gravissime che stanno colpendo interi allevamenti, a volte vengono infettate di proposito con lo scopo di ricevere i rimborsi pubblici per gli abbattimenti. Ultimamente le bufale abbattute vengono sostituite da capi a basso costo importati dalla Romania. Chiunque cerchi di denunciare tutto questo non viene aiutato nemmeno dalla giustizia, che accusa chiunque ci provi di “rompere gli equilibri”.

La popolazione campana, che ha il più elevato tasso di mortalità per cancro e malformazioni genetiche, è completamente abbandonata in questa battaglia per la giustizia, per la salute e per la vita stessa.
Ma c’è una parte di questa gente che continua a combattere a piccoli passi e senza fare troppo rumore, unita e determinata. Io li ho conosciuti ed è a loro che dedico questo reportage: perchè il loro coraggio è grande e cerca di prolungare, almeno un po’, l’indignazione a breve termine degli italiani.

Casaluce (CE)

  

  

[Questo reportage è stato realizzato durante lo Spazzatour, un racconto itinerante insieme ai giornalisti di tutto il mondo tra le discariche governative in Campania, organizzato dal Coordinamento Regionale Rifiuti]

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5 Comments

  1. Anonymous

    Una precisazione: Lo spazzatour è stato organizzato dal Co.Re.Ri. Coordinamento Regionale Rifiuti -Campania

  2. grazie, corretto

  3. Complimenti ancora, un piccolo contributo per far discutere di quello che rimane un enorme problema, l’importante è farlo girare per far conoscere la verità al di là dell'”informazione” ufficiale e addomesticata.

  4. Ciao, mi chiamo Guido Mastrobuono e sono un cacciatore di articoli per un concorso che si chiama “Concorso Permanente di Parole ed Immagini” e mette a confronto articoli che stimolino una discussione in ambito folisofico, sociale o politico (vedi l’indirizzo http://lavoristi.ning.com/profiles/blogs/concorso-permanente-di-parole ).

    A mio avviso, questo articolo arricchirebbe il nostro concorso e volevo suggerirti di inserirlo.

    Il concorso, in realtà, è una scusa per convincere la gente a metterci a disposizione spunti per la discussione. Noi poi ne parliamo e ci creiamo un’idea nostra sui più svariati argomenti.
    Infatti, la concorrenza tra autori non è una cosa che ci appartiene: noi creiamo nella collaborazione. E dal confronto con gli altri, noi aumentiamo il nostro sapere.
    Comunque la pubblicazione offerta in premio ai vincenti è vera ed effettiva.

    Se lo vorrai, potrai tranquillamente inserire, al piede degli articoli un link al tuo blog cosa che lo renderà più noto e facilmente raggiungibile.

    Un saluto

    Guido Mastrobuono

  5. L’emergenza non è finita anzi avanza. Sul Venerdì di Repubblica, oggi 9 luglio 2010, numero 1164, c’è una documentata inchiesta di Beppe Sebaste che descrive la situazione e lo stato dell’arte ad oggi. Siamo nella mmm… anzi nella MONNEZZA!!!
    Grazie B&B delle menzogne che ci avete propinato, grazie di avvelenare in ogni modo il paese
    ( ex ) più bello del mondo!!

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