All that I’m living for

30 05 09 by

Come misuri il valore delle cose?

In tempo, in fatica? In buste paga o in reclami? In attimi e ricordi, oppure in canzoni?
Dimmi, che unità di misura ha la tua esistenza?
Spiccioli, pagine, minuti, respiri?
Passi?

C’è chi misura la vita in amanti, chi le dà il prezzo dei diamanti, chi la pesa di peccati, chi la calcola in baci rubati, in giornate di sole, colori, notti, stagioni. C’è chi la valuta in gocce di sudore, in pasti caldi o traguardi raggiunti, contando successi o leccando ferite, chi la soppesa in aliti di vento, stelle cadute, scie di velieri lontani, lacrime di cristallo.

Le farfalle confidano negli attimi, gli uomini nei desideri, i tramonti nei colori delle nuvole.

Ma io non ho bisogno di volare, di volere, né dipingere.

Io non voglio mangiare, vincere, sperare. Non mi serve una voce, un viso, un’ombra.
Non voglio trucchi, non voglio guarire, non voglio sognare qualcosa che non ho.
La mia libertà, la mia ragione, la mia dignità, se volete. Privatemi delle utopie su cui ancora non ho fantasticato, spogliatemi dei vestiti, dei miei miti, di personaggi mai esistiti.

Ma le parole.
Amore morboso, piacere delizioso, pace, guerra. Il contrasto che fa il valore dei miei giorni.
Ma le parole.
Acute e fredde, piccole, immense, vertigini nel mondo.
Tutto. Ma le parole.

Ma le parole, vi scongiuro, non fatemele mancare.

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2 Comments

  1. hb

    Ho fatto bene a sottoscrivere i tuoi feed! Scatti delle foto molto interessanti. Questa delle due pile di libri in particolare. Con una finestra così e con quell’atmosfera riesco ad afferrare l’amore che provi per le parole.
    Un saluto

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