L’Irlanda in lungo e in largo: la tenacia ed il progresso nell’isola delle fate e dei folletti

16 03 09 by

 

L’Irlanda è un’isola bizzarra.

Quassù, ai confini del mondo, il cielo è imprevedibile ma mai scontroso, il vento insistente ma mai scorbutico. Nel giro di un’ora puoi sperimentare tutte le alternative conosciute dalla meterologia. La gente non usa l’ombrello quando piove eppure i cavalli, nelle immense campagne verde e arancio, indossano degli eleganti impermeabili. E’ un luogo fatto di contraddizione e armonia, in cui gli stranieri sono more Irish than Irish (“più irlandesi degli Irlandesi”), i centri commerciali sono più storici dei castelli, le librerie sono più affollate delle chiese e le notti sono più luminose delle giornate, tra pub e concerti.

Percorrendola da est ad ovest ciò che ho visto è stata una terra fresca e ricca d’acqua, un’isola aperta ed ottimista abitata da un popolo solare e laborioso, fatto di centinaia di migliaia di “New Irish” da tutti i continenti, di tutti i colori, accenti e sogni nel cassetto. Un Paese che ha fatto delle sue inusuali peculiarità il suo punto forte, il nucleo della sua identità. E come ogni grande isola che custodisce con tenacia e testardaggine le proprie radici, riflette molto su se stessa e sul concetto di Irishness, su cosa significhi oggi essere Irlandesi.

Non significa identificarsi con il vecchio leipreachán (letteralmente “spiritello”), il folletto tipico della tradizione, con l’abito verde e i capelli arancioni; non significa credere nel potere magico del trifoglio che porta fortuna a chi lo raccoglie, né suonare l’arpa celtica come passatempo preferito. Significa preoccuparsi per il vicino e sorridere ad uno sconosciuto per la strada; temere per la sorte di un fairy tree, di un “albero fatato”, e non abbatterlo per accorciare un tratto di strada; significa avere un profondo rispetto per la natura e trarne ricchezza attraverso il turismo culturale che la valorizza anzichè minacciarla, come dimostra l’eccellenza del Visitor Centre delle Cliffs of Moher o la bellezza selvaggia dei parchi di Connemara e della valle di Lough Nafooey.

Significa scommettere sul futuro, collaborare, ma sopratutto informarsi e formarsi. L’istruzione in Irlanda è un circolo virtuoso nazionale, una rete prestigiosa di cultura aperta a tutti e dall’aspetto invitante. Basta fare un giro dentro la Dublin City University: una città nella città, abitata e vissuta – non solo frequentata – da oltre sei mila studenti e 700 ricercatori. Qui, il sogno di un’istruzione di alta qualità è reso reale già solo stando all’architettura innovativa di aule e biblioteche, che fa tirare un sospiro di sollievo appena ci si entra.

Come si respira aria di apertura, tolleranza ed integrazione tra le culture non appena si esce di casa. E’ l’Irish mix, che si traduce con le oltre 200 lingue parlate regolarmente e gli oltre 370 mila stranieri perfettamente integrati nella società irlandese, su un totale di circa 4 milioni e mezzo di abitanti.
Ma chi sono questi “nuovi irlandesi”? I dati ci dicono che più del 60% di chi si è stabilito nell’Eire negli ultimi anni è single e sui vent’anni. Una vera e propria società dei giovani, di cui si respira la freschezza nei pub, per la strada, negli uffici e nei negozi. Ed è proprio grazie a quest’apertura allo straniero giovane e volenteroso – che diventa amico, prima ancora che collega – che l’Irlanda ha raggiunto un certo livello di benessere economico. Una ricchezza che viene reinvestita costantemente ma che viene immediatamente rimpiazzata dalle centinaia di migliaia di giovani di tutto il mondo rapiti dal verde speranza di quest’isola.

Proprio come succede, secondo la leggenda, nella borsa che i leprechaun portano a tracolla, in cui c’è sempre uno scellino che ricompare subito dopo essere stato speso.

L’Irlanda è un’isola bizzarra.

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4 Comments

  1. 😀 parte di me
    una profonda parte di me…
    terra stupenda 🙂

  2. ciao! complimenti per il tuo reportage e per le foto molto belle, mi hai fatto sognare questo viaggio! ho linkato il tuo reportage su Trivago
    , il sito di viaggi fatto dai viaggiatori…
    ciao!!!

  3. Ho visto la presentazione 🙂
    Grazie!

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