Internazionale a Ferrara #9: l’uomo italiano visto dalle donne straniere

18 12 08 by

A metà tra il drammatico e il comico, così definirei la tavola rotonda “Cocco di mamma: gli uomini italiani visti dalle donne straniere“, in cui quattro brillanti esponenti femminili dell’Altro in Italia si sono confrontate sul tema dello stereotipo maschile di questo Paese, stereotipo purtroppo basato sul vero, che come lui è affascinante e controverso insieme.

Un divertente ed interessante incontro tra Igiaba Scego, scrittrice italo-somala molto sveglia, Laila Wadia, scrittrice indiana davvero in gamba, Chang Yafang, spiritosissima ricercatrice taiwanese e Pauline Valkenet, la giornalista olandese tutta d’un pezzo. Non poteva mancare il simpaticissimo Luca Sofri, che – scusate la battuta infelice – ha sofferto davvero lungo tutta la durata della conferenza, tra i duri giudizi delle simpatiche intellettuali.

E’ emerso che i nostri uomini sono pigri e viziati, mammoni e irresponsabili, maschilisti, ignoranti e poco curiosi. Ma anche tanto affascinanti e romantici, dolci e affettuosi. E allora passi la pigrizia, passi il poco spirito di intraprendenza e il fatto di essere viziati. Ma c’è una cosa, sopra a tutte, che le donne straniere proprio non possono tollerare: la suocera.

Una donna onnipresente, che scandisce i minuti del figlio come un orologio svizzero, una presenza incombente anche quando assente. Che dice alla donna cosa è meglio per suo figlio, che va avanti a “spintoni morali” e che in ogni caso si considera – ed esige di essere – sempre rigorosamente al primo posto nella classifica “amorosa” del prescelto. E così accade! Per la “mammà”, il protagonista della conversazione, che sia al sud, al centro o al nord, farebbe di tutto.

Un aspetto della vita dell’uomo italiano che spesso noi non cogliamo perchè siamo abituate, ma che per qualcun altro rappresenta un vero e proprio incubo, che mina e molto spesso logora il rapporto di coppia. Un fenomeno che è la prima causa dei divorzi in Italia.

Igiaba Scego ha parlato molto seriamente del rapporto storico e controverso dell’uomo italiano con la donna somala, spiegando le ripercussioni del colonialismo fascista in Somalia. I tempi in cui la “faccetta nera” era solo oggetto con cui divertirsi, un giocattolo per i soldati: le ripercussioni sociali e culturali sono ancora oggi fortissime, e per alcune immigrate, davvero insopportabili.

Chang Yafang, invece, con un esilarante racconto, ha diviso gli uomini italiani in tre categorie a seconda di come reagiscono alla sua provenienza taiwanese: quelli sulla quarantina, che cominciano con le polemiche sull’isola di Formosa, rivendicandone la proprietà italiana; i trentenni, che – eccitatissimi – la confondono con una thailandese, e infine i ventenni, che cominciano a parlare di manga.

Non si può fare a meno, per chiudere in bellezza, di citare la grande Laila Wadia che al termine dell’incontro ha pronunciato testuali parole:Il rapporto con mia suocera? Ottimo! E’ morta!.

fotografie di madwfollex

 

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