Internazionale a Ferrara #4: Emergenza Cuba

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Fidel non è più giovane come una volta e suo fratello Raùl ha preso il suo posto, varando una serie di norme liberalizzatrici e rimuovendo di fatto alcune restrizioni nella vita quotidiana dei cubani. Sì, ma come stanno veramente le cose? E quali sono gli scenari possibili per un futuro prossimo? Una democratizzazione di Cuba è possibile? Di questo hanno discusso il giornalista statunitense John Lee Anderson, quello portoghese Rui Ferreira, lo scrittore cubano Canek Sánchez Guevara e quello cileno Roberto Ampuero, moderati dal giornalista italiano Omero Ciai, all’incontro “Cuba. Prove tecniche di transizione“.

Finché suo fratello è vivo, Raùl si rifarà a lui“, afferma Anderson. Ecco perchè l’isola è in un momento di transizione: tornare indietro è difficile, andare avanti sembra l’unica strada possibile. Ed è proprio in una situazione di passaggio come questa che si verificano contraddizioni eclatanti, come il fatto che Yoani Sanchez possa divulgare le sue idee in rete attraverso il suo blog ma non possa viaggiare fisicamente. La catastrofe degli uragani negli ultimi mesi ha reso più complicato mantenere il controllo sulla situazione e conservare un ordine sull’isola, ma Raùl ha dimostrato molte più capacità rispetto a suo fratello. Il problema è che la società cubana si sente umiliata, è costantemente sotto pressione perchè è come una teiera: l’unica cosa che il governo si limita a fare è alzare ogni tanto il tappino del vapore, ma non toglie mai il tappo.

Canek Sánchez Guevara, nipote diretto del Che, ha deciso di abbandonare la sua isola, una scelta sempre molto difficile per i cubani, perchè è una decisione definitiva: chi va via se ne va per sempre. Ha cominciato le sue riflessioni facendo una semplice comparazione tra la concezione di sinistra in Occidente – Europa e Usa, fondamentalmente – e a Cuba: due correnti che di fatto sono lontane anni luce. Perchè mentre la sinistra europea e statunitense si è creata prendendo spunto dai valori del ’68, basati sulla democrazia sociale e su principi libertari, quella cubana è nata come dittatura nel 1950, cioè molto prima della rivoluzione culturale, politica ed esistenziale che influenzò il mondo intero fino agli anni Settanta.


Il nipote del Che parla con voce calma e solenne, parla di un esperimento sociale complesso e solo apparentemente destinato al popolo cubano. “L’apartheid tra cubani e turisti è molto lacerante per la società: siamo stranieri nel nostro Paese“. E’ emozionante ascoltare Canek, mentre parla della società come una cosa viva, come un organismo multicellulare, “impossibile da costruire come un oggetto“.
Ad Omero Ciai, che gli ha chiesto com’è essere adolescenti a Cuba, egli ha risposto così: “Essere adolescenti è doloroso, perchè si ha tutto un mondo, dentro, e si deve tenerlo costretto per cause esterne, come la scuola, la famiglia, eccetera. Ma essere adolescenti a Cuba è doppiamente doloroso perchè non si può nemmeno starsene da una parte, ma si è obbligati a partecipare. Non si possono creare delle associazioni di giovani, non non possono esistere gruppi di cittadini, perchè il governo dice “le associazioni ci sono già, unitevi ad esse”“.


Quando il liberalismo arriverà a Cuba, dice Canek, troverà un “popolo bastardo“. Una società senza cultura democratica, di partecipazione, perchè è stata proibita. Ci sono cose che non possono essere risolte da un governo, ma dalla società sola, ed il popolo cubano non è capace di farlo perchè gli è stato sempre impedito. Non esiste cittadinanza nè solidarietà, perchè è stato sempre negato.


Chiude Ampuero con una riflessione importante: “Cuba soffre di una realtàfobia, di una fobia della realtà che porta alla dedizione all’utopia. Il pericolo, quando combatti contro una dittatura, è cominciare ad assomigliare ad essa, ad usare lo stesso linguaggio, la stessa prepotenza, la stessa miopia“.

 

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2 Comments

  1. Ciao. Immagino che la tua passione sia la scrittura creativa, vero? Anch’io sono uno scrittore in erba. A me è già capitato di essere pubblicato su riviste nazionali quali Telefilm Magazine (una fanfiction sul finale alternativo di Streghe nella rubrica Carta Bianca) e Series – Il mondo dei Telefilm (su cui ho pubbliacto un’altra fanfic sul cross-over tra Buffy e Streghe – tuttora in edicola con la prima parte!). Se vuoi possiamo dispensarci consigli a vicenda, ti va? Se desideri puoi contattarmi lasciando un commento a uno dei miei post sul blog http://www.andrea-cinalli.blogspot.com... Aspetto tue notizie!

  2. interessante incontro di saperlo avrei andato,,saluti da Vicenza di una cubana

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