Vocabolario creativo: Yacht

18 10 08 by

(grossa imbarcazione privata da diporto; panfilo)

  


  

A volte rifletto anch’io, sì. E’ da quando ti sei ammalato tu che lo faccio con più intensità, e mi passa la vita davanti. Il padre severo e adorabile che sei stato, la testa calda che io sono stato e a volte sono ancora, e i miei fratelli, e le vacanze alla casa del mare. Ci penso in silenzio, sai, non mi sono dimenticato di ciò che mi hai insegnato, ma una cosa te la voglio dire, babbo mio. Ho fallito. Mentre tu ci prendevi per mano e ci guidavi al molo a raccontarci le cose del mondo, io ti ascoltavo assorto, con dedizione. Sognavo.
Volevo con tutte le mie forze diventare un giorno l’uomo che eri tu, ricco e potente, ma umile e benvoluto da tutti. Volevo vincere, nella vita, babb
o mio. Non sono un perdente.
Ora sono un uomo, sì, e mi sono arricchito materialmente. Lavoro sodo, ho cinque case, ho girato mezzo mondo e posso avere le donne che voglio. Ma ho i debiti, la coscienza sporca e una cattiva reputazione tra i miei fratelli. Mi guardo le spalle, vivo con la paura e con una pistola sempre in tasca. Ho sbagliato tutto.
E ora che tu ti sei ammalato mi passa la vita davanti, ed ho capito. La vita è una, finisce in fretta, un giorno ti svegli e non puoi parlare. Te lo prometto, babbo mio, riparto da zero, vendo tutto.
Comincio dallo yacht.

 

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