Una nave mercantile in rotta verso il futuro: Shanghai, l’altra faccia della globalizzazione

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[…] Il primo e secondo ufficiale di macchina, Siegfried Kuter e Holger Wust, mi hanno guidato per una ripida scala di ferro, su e giù per corridoi e passerelle, attraverso gli inferi della nave, in cui regnano calore, frastuono, sibili e rumori. Ci vogliono undici uomini per far funzionare il motore: in gergo li chiamano “spiriti delle cantine”, “piedi oliati” o semplicemente “neri”.
Kuter e Wust, uno basso e l’altro spilungone, formano una squadra ben affiatata. Entrambi provengono dall’ex Ddr. Mentre Wust è tornato alla navigazione solo di recente, Kuter non l’ha mai abbandonata. Per entrambi la navigazione mercantile è stata un’opportunità per vedere il mondo: i porti del Pireo, dell’Africa occidentale, del Vietnam e della Cina […]

Peter Haffner, giornalista svizzero, ha scritto per Das Magazin un lungo reportage su un oceano, il Pacifico: il suo viaggio di tre settimane attraverso le sue acque su una nave mercantile e quello che esso rappresenta per gli Usa e la Cina, avvicinati sempre più dalla tecnologia e dalla competenza degli uomini. Si tratta infatti di navi cargo, lunghe quanto tre campi da calcio, che dal porto di San Francisco partono per Hong Kong, con un solo scopo: riempire oltre ottomila container con la merce cinese a basso costo.

A metà tra il diario di bordo e il resoconto socio-economico di una trasformazione planetaria, questo reportage ci fa vedere finalmente per iscritto e a chiare lettere ciò che da tempo ogni occidentale stava immaginando: i cinesi sono fermamente intenzionati a fare di Shanghai la New York del ventunesimo secolo, e ci stanno riuscendo.

[…] Shanghai si è riallacciata al suo passato di metropoli cosmopolita e ora corre veloce come il vento verso il suo futuro di capitale del mondo. Non deve stupire, quindi, che abbia anche il treno più rapido del pianeta: sulla sua linea a levitazione magnetica si viaggia dall’aeroporto di Pudong al centro cittadino a 431 chilometri all’ora. […]
Uno dei paradossi della storia di Shanghai è che la miseria del suo passato coloniale è diventata il motore di una nuova libertà […] E’ ora di imparare il cinese, la lingua del mondo nuovo.

  

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