Storie di ordiniaria emigrazione: il viaggio di Kingsley

6 08 08 by

Kingsley’s Crossing è un video-fotoreportage di Olivier Jobard, fotogiornalista francese pluripremiato, che racconta il difficile cammino di un africano di 23 anni, bagnino in un hotel e appassionato di calcio, che parte dal suo paese, Limbe, in Camerun, inseguendo il sogno di una vita migliore in Europa. La videocamera lo segue fin dai saluti alla sua famiglia, facendoci partecipare ad ogni singola fase del viaggio, con i suoi ostacoli, i suoi rischi. Una gincana tra diversi Stati africani, il deserto, il caldo torrido, la sabbia e la polvere, i delinquenti e i ladri, l’oceano, i centri di detenzione.

E’ Kingsley stesso che attraverso la sua voce racconta e commenta ogni momento, combattuto tra coraggio e paura, speranza e malinconia.

  


E’ la prospettiva di un piccolo uomo che lascia alle sue spalle tutto quello che ha – la famiglia, gli amici, la casa – e parte, in un vero e proprio viaggio della speranza – attraverso i più svariati mezzi di trasporto e dormendo nelle più miserabili condizioni – insieme a ragazzi di Camerun, Nigeria, Senegal, Mali – molti dei quali muoiono durante il viaggio. E’ la storia di persone che partono senza niente con sè e rischiano la propria vita ogni giorno per sei mesi, alla ricerca di ciò che per noi europei è elementare e inosservato: l’opportunità di vivere la propria vita.


Cito una parte delle parole di Kingsley:

Se nasci in una famiglia povera, vivi in una famiglia povera finchè muori. [… I miei genitori] mi dissero di non cambiare il mio carattere, di essere onesto dovunque io fossi andato. Mi dissero “sei il capo di questa famiglia, per favore non dimenticare mai la tua famiglia”. Ogni volta che ripenso a queste parole mi emoziono davvero molto. Ogni volta.
[…] Nel deserto ci sono criminali e ladri. […] Non ricordo neanche quante volte abbiamo avuto problemi con il motore. A volte l’autista abbandonava i passeggeri in mezzo al deserto, quindi dovevo solo pregare il mio Dio di essere fortunato. […]

Guardatelo.

Cerchiamo di non giudicare queste persone, quando le vediamo per strada. Sono arrivate nel loro paradiso, passando per l’inferno.

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2 Comments

  1. Ciao, intanto complimenti per il tuo blog!
    lascio il mio commento perchè tempo fa ho visto questo video… visto e rivisto… salvato nei preferiti per rivederlo… è vero, lascia cambiati: quando incontrerai uno straniero ti chiederai da dove viene e come è arrivato, e quanto ha sofferto per un sogno e una speranza…
    Io già avevo questa curiosità, ma spero possa servire a tutti coloro che, senza cattiveria, restano indifferenti e non hanno la voglia di capire. Una persona di un altro paese o in generale una persona con una storia è una ricchezza. e per questo sono sempre scioccata quando nelle scuole le maestre non sanno nemmeno la nazionalità di origine di alcuni loro alunni, quando invece avrebbero potuto incaricarli di raccontare il loro paese, la loro situazione, il loro viaggio… e quello, oltre ad integrarli e renderli partecipi, avrebbe arricchito i compagni, molto di più di un problema di matematica in più. Secondo me.
    Io vorrei ascoltare tanti racconti…

  2. Grazie vera per il tuo commento, sono d’accordo con quello che dici 🙂

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