Piccole anime di cristallo

29 06 08 by

Oggi vi voglio parlare dei bambini.
Dovremmo riflettere tutti un po’ più spesso su di loro, perchè sono i semi dell’umanità. Pensate al regno vegetale, è un confronto che aiuta molto a capire quanto i bambini siano importanti nella società. Se vi chiedete perchè la società di oggi sia così malata, insensibile e grottescamente individualista, andate a guardare i bambini. Guardate, come li stiamo facendo crescere.
Siamo adulti consapevoli: il mondo a volte è terribile, è vero; la vita a volte è molto difficile, è vero. Ma i bambini vanno assolutamente istruiti ad essere felici. Questi piccoli semini d’uomo, se cresciuti in un ambiente precario, in cui i genitori mostrano loro tutte le proprie debolezze già durante la prima infanzia, appoggiandosi a loro anzichè preservarli dalle sofferenze e dalle angoscie precoci, non saranno mai capaci provare gioia, perchè non l’hanno mai vista e non sanno come si fa.

In un Occidente dove i mass media lavorano incessantemente per deprimere e angosciare le masse, disinformarle per far credere loro che il mondo è uno schifo e la vita una sofferenza, ma sopratutto che sia un dato di fatto e non una condizione modificabile da volontà ed energia positive, è davvero molto faticoso essere felici, figuriamoci dunque insegnare ad esserlo. Ma dobbiamo sforzarci a farlo. Dobbiamo prendere atto che i bambini sono fragili, sensibili, energici, volenterosi e pieni di risorse, di buone intenzioni, di buoni propositi e possono essere la premessa per un mondo migliore.

Quando, per un meraviglioso e fortuito caso, o per il meraviglioso influsso di un’altra persona, ci sentiamo felici, quell’attimo si riempie di colore e di energia, ed è come tornare indietro nel tempo, al tempo dell’infanzia, dell’ingenuità e della spensieratezza. Se questi bambini non ne hanno mai avuta, se li priviamo della loro ingenuità informandoli di dinamiche che non dovrebbero conoscere, se li priviamo della loro spensieratezza appesantendo le loro piccole coscienze di cristallo con doveri, responsabilità e disciplina – la sorella cattiva dell’educazione – e se in definitiva li priviamo della loro infanzia, a cosa potranno ispirarsi quando cercheranno di essere felici?
A niente. Non avranno un modello a cui ispirarsi, un ricordo a cui ricollegare la le
ggerezza dello spirito, la pace dell’anima, non avranno un esempio da seguire. Non saranno capaci di godere intimamente di un fiore, di un sorriso, di un’idea. E vivranno la loro vita con l’unico approccio che hanno imparato ad usare: la lotta alla sopravvivenza, l’apatia, lo slalom tra le difficoltà della vita, o la battaglia feroce per la scalata sociale.

Non sono chiacchiere da quattro soldi, il mio è un appello.
Un appello ai genitori di oggi e ai genitori del futuro. La vita è difficile, a volte. Piena di ostacoli e di tranelli terribili. Ma anche di cose meravigliose. Ricordatevi di farle notare ai vostri bambini, di giocare con loro, di insegnar loro come si fa ad essere positivi. Da soli, quando saranno cresciuti, non ce la faranno ad inventarselo di sana pianta.
Giocate. Se ne ricorderanno.

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2 Comments

  1. Per quanto sia difficile, di più di quello che un genitore si potesse aspettare prima di diventare padre o madre, è davvero l’unico modo di creare un individuo contento di se stesso. Noi siamo preoccupati di migliaia di cose per il loro futuro, perchè possano averne uno più facile, più agiato, ma quello che conta davvero è solo che loro si possano apprezzare e soddisfare, il resto è solo un effimero inquadramento del quale non saranno comunque mai soddisfatti.

  2. Esatto, sono perfettamente d’accordo… le cose importanti sono ben altre…

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