Vocabolario creativo: Uadi

23 06 08 by

(corso d’acqua caratteristico dell’Africa settentrionale e dell’Arabia, con alveo sempre asciutto tranne che durante la stagione delle piogge)

  

 

  

Un giorno eravamo bambini. E ora guarda, come siamo cambiati da allora. Là dove un tempo c’era la pace ora c’è la guerra, e viceversa. L’hai notato? Il Tibet della pace brucia, mentre Roma “caput mundi” accoglie immigrati dai popoli che un tempo distruggeva. Il mondo gira, tutto cambia. Una canzone diceva che “là dove c’era un fiume ora c’è una città”, mentre un’altra fa ”quel palazzo un po’ malandato va demolito per farci un prato”…

E quella volta che ti confidai i miei segreti? L’hai dimenticato, fratello mio? Oggi non posso più fidarmi di te, e guardo con occhi diversi proprio quella sorella che ho odiato fin dall’infanzia. Le cose cambiano, il mondo gira. Quanta acqua è passata sotto i ponti, e quante volte l’uadi lehlu è nato e poi scomparso, per tornare ancora durante la stagione delle piogge…

Quest’acqua che scorre e che va via, che si mostra e si nasconde, che si concede a noi poveri uomini assetati e che poi punisce proprio noi uomini colpevoli, è decisiva ed effimera insieme, come il tempo. Il tempo pesante come un macigno e poi leggero come una piuma, che ruba con mano lesta i momenti più belli per poi regalarci ore ed ore di angoscia, e giorni, e settimane.
Un giorno eravamo bambini. Non posso più fidarmi ora. Addio.

 

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