Vocabolario creativo: Tabaccaio

21 06 08 by

(gestore di tabaccheria)

  

  

Non ho fatto niente di male, in fondo. Robin Hood era un eroe. Cosa poteva farsene il dottor Salamelecchi, già ricco da far schifo, di quel numero vincente? E la signora Lia, beh… con quella pensione proprio non ce la fa. Non sarò mai scoperto, dopotutto: qui il capo sono io. Potrei fare quasi il vice di Dio, con tutti destini che mi si incrociano davanti al bancone. Non ha forse bisogno di una mano anche la fortuna, ogni tanto? Cieca com’è… E domattina, quando il dottore e la pensionata varcheranno questa soglia, il destino sarà nelle mie mani, e forse un briciolo di giustizia su questa terra dimenticata arriverà.

In fondo non ho fatto nulla di male, nulla. Anzi, non ho fatto proprio niente di niente! Chi saprà di tutto questo? Siamo solo io, me stesso, e il biglietto della lotteria. Già me la immagino, la signora Lia, a comprare finalmente il pane fresco, le verdure di qualità e dei bei regali per i suoi nipotini. Quel viscido dottore che continui a godere dei mille pazienti che ha sotto le grinfie, e dell’affitto delle sue tre case, e della sua barca. Robin Hood era un eroe. E presto lo sarò anch’io.

Se guardo fuori dalla vetrina, sulla strada, non vedo altro che povere persone ignare. Sotto la pioggia, mettono un passo davanti all’altro senza guardarsi intorno, senza una luce negli occhi. Non avete capito, stolti? La fortuna non esiste. Non c’è destino, fato, né caso fortuito. Esistono solo le mani degli uomini. Ecco perché, povera gente, io vi voglio aiutare. Ecco perché mi mobilito io, e finalmente dietro all’effimera fortuna, dietro al volere di un essere superiore che non esiste, ci saranno le mie mani a manovrare i doni della vita. In fondo non è niente di male. Robin Hood era un eroe.

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