Gli scrittori che fecero tremare Praga

29 05 08 by

In un multiforme dossier sul leggendario ’68 in giro per il mondo, Internazionale ha pubblicato questa settimana anche l’articolo di Jaroslav Formanek, dalla rivista Respekt della Repubblica Ceca. Il giornalista racconta con stile appassionato e minimi dettagli sul congresso degli scrittori che nel 1967 fece tremare il regime comunista cecoslovacco criticando la pratica della censura e aprendo la stagione delle riforme. Anticipando la Primavera di Praga e assumendo quindi la dimensione dell’avvenimento storico. Lo scrittore che si spinse più avanti fu Vaculik, tanto che il suo discorso – che introduceva, nella critica al regime ed al potere sul tema della censura e della letteratura, anche il tema dei diritti umani – fu distribuito illegalmente in migliaia di copie.

[…] Nella sala Majakovskij della Casa della cultura dei ferrovieri a Praga fa un caldo torrido. Sui volti sudati degli scrittori si leggono concentrazione, tensione e anche paura. Gli interventi si succedono al microfono e uno dopo l’altro criticano il regime, in particolare uno dei suoi strumenti più importanti: la censura.
[…] L’atmosfera si scaldò subito, con il contributo di Milan Kundera sul tema “rendere alla letteratura la qualità e la dignità perse”. Il drammaturgo Pavel Kohout condannò il ruolo vergognoso svolto dalla censura. Alexander Kliment, uno dei pochi non iscritti al partito, parlò della libertà di opinione e della responsabilità degli scrittori. Poi Kohout fece approvare la proposta di leggere la lettera censurata che era stata inviata da Alexsander Solzenicyn, il più noto critico del regime sovietico, al congresso degli scrittori russi.
Il giorno successivo presero la parola Ivan Klima, Antonin J. Liehm, Ludvik Vaculik, Vaclav Havel, Josef Skvorecky. […]

  

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