Una pagina di storia egiziana

25 05 08 by

Giuseppe Josca sull’Europeo del 1981 ha raccontato l’assassinio del presidente egiziano Muhammad Anwar al-Sadat – un rais anticomunista che tuttavia aveva democratizzato la vita del suo Paese – da parte di soldati aderenti all’organizzazione islamica dei Fratelli Musulmani, fondamentalisti che si erano riuniti proprio in Egitto nel 1928. La colpa di Sadat era stata quella di far arrestare quasi 1.600 fondamentalisti contrari alla sua “occidentalizzazione” dell’Egitto, tra cui l’intera leadership dei Fratelli Musulmani. Il reporter utilizza un linguaggio per immagini molto forti, con l’aiuto della prima persona singolare che rafforza il rapporto fiduciario tra lui ed il lettore.

[…] Ho visto gli attentatori balzare dal loro mezzo blindato, lanciando bombe a mano e sparando all’impazzata raffiche di kalashnikov. Ne ho visti tre cadere sotto i colpi della guardia presidenziale, in un clima drammatico di esplosioni e grida, mentre la folla fuggiva e il sangue dei morti e dei feriti imbrattava le candide uniformi di gala. […]

E poi ci fa un quadro della situazione egiziana dei primi anni Ottanta, anche causata dall’isolamento dell’Egitto nel mondo arabo conseguente alla sua pace con Israele.

[…] La Infitah, la liberalizzazione economica, non fa sentire i suoi benefici negli strati sociali medi e bassi, mentre speculatori, mercanti, burocrati corrotti ammassano immense ricchezze: nei ristoranti di lusso del Cairo c’è gente che spende per un pasto quanto un operaio, un fellahin delle campagne del Nilo o anche un insegnante non guadagnano in due mesi. […]

  

 

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