Sui passi dei Mujaheddin

21 05 08 by

Questo reportage di Mario Galli, uscito sull’Europeo del 1979 insieme alle fotografie di Steve McCurry, è nato dopo due mesi insieme ai guerriglieri afghani, l’armata islamica di 40-50mila mujaheddin – combattenti – che ha lottato contro il regime filosovietico di Kabul ed i sovietici stessi. Il reporter fa uso di un buon bisturi – analizzando i dati storici e politici della questione in modo preciso – con un’ottima clessidra – raccontandoci i nomi e le vite di comandanti e dirigenti, feudatari e coordinatori della resistenza – e un cuore sensibile alle motivazioni umane che hanno spinto migliaia di poveri contadini ad imbracciare un fucile. Da notare, anche qui come nel reportage Iraq di tutti e di nessuno , l’uso del tu narrativo (i contadini li incontri in armi).

[…] Imperterrita, Radio Mosca continua a diffondere tra queste montagne vibranti appelli ai contadini perchè difendano “il governo della riforma agraria”. In realtà i contadini li incontri in armi, sulle strade e sui sentieri che vanno verso Panjshir e il Parwan, regioni vicino alla capitale, dove più violenti sono gli scontri. Finora queste bande di pastori hanno registrato molti successi e pochi rovesci. La gerarchia del villaggio o del clan viene rigorosamente rispettata. Il malik, il capo-villaggio, si trasforma spesso in comandante di colonna, e guida una struttura militare tutt’altro che improvvisata. […] Questi comandanti sono personaggi singolari. Il legame con i loro uomini è diretto. La loro autorità non va oltre la valle o il clan e le organizzazioni della guerriglia islamica hanno con loro un rapporto fragile, costruito più su vicoli di parentela, di tribù o di convenienza che non su convinzioni politiche. […]

 

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