Uscire o viaggiare, da Cuba

18 04 08 by

Era da tanto che volevo parlare di un blog che, a modo suo, rappresenta un reportage costantemente aggiornato sulla situazione a Cuba. Si tratta di Generación Y, curato dalla trentadueenne Yoani Sánchez dell’Avana, enormemente seguita sia da Cuba che dal resto del mondo e vincitrice del premio giornalistico Ortega y Gasset. Colgo l’occasione per tradurre una parte del suo post “Salir o viajar” – con ben 1248 commenti – riferito alla decisione di Raul Castro di ridurre le restrizioni per viaggiare all’estero. A seguito di questa riforma, infatti, i cubani potranno finalmente uscire dall’isola senza dover richiedere alle autorità il permesso specifico, ottenuto raramente e con fatica – per soldi e burocrazia. Ecco cosa scrive Yoani a riguardo.
[…] Insisto che non si tratta di “viaggiare”, dato che nessun cubano utilizza questo verbo per l’azione di andare all’estero. Noi saltiamo, attraversiamo, usciamo o ce ne andiamo; ma viaggiare è troppo poco quando si tratta di superare l’insularità. Inoltre, l’agognata autorizzazione di cui ho bisogno è conosciuta come “permesso di uscita” e porta in sè il suono di serrature che si aprono. […] Nel frattempo, arrivo a credere che “uscire” è possibile.


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