Infanzia religiosa agli antipodi

9 12 07 by

Steve McCurry e James Stanfield ci mostrano il lato innocente della religione, cioè gli oneri di cui i bambini si fanno inconsapevolmente carico in nome della fede della loro comunità. Il primo ci porta – con una fotografia straordinaria – in India, a Benares, una città dell’Uttar Pradesh. Questa città, che sorge sul Gange, è sacra ai fedeli all’Induismo, che vi si lavano, vi muoiono, vi lasciano le proprie ceneri. Eppure questi bambini hanno gli occhi di chi cerca di guadagnarsi da vivere: di chi sta vendendo. Già, vendono fiori e candele da far galleggiare ritualmente sull’acqua del fiume sacro, e la bellezza della loro posa riflette l’incoerenza e le contraddizioni di questo semi-continente che è l’India: uno dei luoghi più spirituali, sacri e religiosi al mondo, non può fare a meno di vendersi l’anima, persino dove questa è intenzionata all’eterza salvezza. Ecco che spetta ai bambini, quindi, svolgere questo compito così moralmente basso e, nello stesso tempo, così utile per chi, invece, vuole innalzarsi – illuminando il percorso rituale con le candele comprate a loro.


Il secondo invece ci lascia una grandiosa fotografia scattata nella Giornata Nazionale di Muscat, una delle città più antiche del Medioriente e capitale dell’Oman. Anche qui, durante le celebrazioni del 18 Novembre, i bambini sono il fulcro della trasmissione della fede, in questo caso musulmana. Gli sguardi e le pose trasmettono una forte consapevolezza di solennità e allo stesso tempo: quello che può essere frainteso come un noioso onere affidato dagli adulti della comunità, rappresenta in realtà un motivo di orgoglio per questi bambini concentrati sul loro rito, scelti tra i migliori della loro età. L’Islam è la religione ufficiale dello Stato, e sebbene esistano minoranze indù e cristiane, il 75% della popolazione omaniana è l’unica a conservare la fede Ibadita, una variante dell’Islam che si contrappone al suo “razzismo”: gli ibaditi ritengono che il comando della comunità spetti a chiunque si distingua per dignità religiosa, indipendentemente dalla sua parentela, dalla sua appartenenza etnica, dal colore della sua pelle.

 

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2 Comments

  1. splendide in particolar modo la seconda; interessante il blog 😉

  2. Grazie! E complimenti anche a te per il tuo blog che è subito andato nel blogroll del mio blog personale 😉

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