I fili invisibili dietro l’informazione

29 11 07 by

Uno dei più grandi ostacoli al giornalismo leale e di qualità è l’agenda setting. E quel che è peggio, non ci si rende conto di quanto sia importante lottare contro di essa, o contro chi sta dietro a questo controverso meccanismo. Ne ho parlato spesso, e oggi mi ci voglio soffermare un attimo: il sistema dell’agenda setting, se analizzato attentamente, è un orribile strumento di manipolazione dell’informazione. Ma mentre si tende a pensare che la censura riguardi di solito la qualità dell’informazione, in questo caso si tratta anche di un grave problema di quantità.

Certo, è meglio poca informazione – ma buona – piuttosto che un enorme flusso indistinto di bufale, ma questo purtroppo non è il nostro caso. Di conseguenza, dato che siamo – catastrofismo a parte – in alto mare già per quanto riguarda la qualità, è allarmante sapere che telegiornali e quotidiani basano i loro sommari sulle solite poche questioni salienti in agenda. Questo metodo non sarebbe di per sè del tutto negativo, se non fosse che in un sistema mediale corrotto sono gli attori sociali che promuovono quelle questioni ad essere salienti, e non le questioni in se stesse.



La teoria dell’agenda setting è schematicamente questa:

  • Tutti gli interessi tra loro divergenti tentano di imporre la propria visione e l’importanza del proprio argomento.
  • I media decidono gli argomenti cui prestare attenzione, cui dedicare spazio in base ad una serie di pressioni cui sono sottoposti.
  • Maggiore è l’importanza che i media dedicano alla questione, maggiore è il riconoscimento pubblico che l’argomento presentato riceve.
Inutile dire che le questioni davvero importanti che accadono in casa nostra e nel mondo, che però non sono nell’interesse delle élite, restano sistematicamente fuori dalle nostre case.
Tutto ciò causa una incolmabile carenza di alternative, e ne deriva che dovunque cerchiamo di informarci, tutto ruota intorno ai soliti fatti – più spesso opinioni ed interviste che fatti – di politica interna, cronaca nera, scioperi e immigrazione.
E allora se non ci avete fatto caso aprite gli occhi: ma distoglieteli da Cogne, Corona, intercettazioni, sistema elettorale, chiacchiere e Ratzinger.
Ché là fuori c’è molto di più.

 

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4 Comments

  1. Al Funiculì

    Ciao,
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    Se l’idea ti garba, vieni a leggere sul nostro Blog icché fare!

  2. Quanto hai ragione cara. Dimmi è per questo che gli aerei cadono tutti in un arco ristretto di tempo. E per questo che i crimini romeni avvengono tutti quasi contemporaneamente? E’ per questo che nessuno si mette più quella stupida fascia rossa per la Birmania?
    Ciao
    I. Il cane di Jack

  3. Già, caro cane di Jack, purtroppo è esattamente per questo che accade tutto quello che hai giustamente notato. Anzi, grazie per avermi aiutata a spiegarmi con questo esempio che calza a pennello sull’argomento agenda setting!
    A presto

  4. ciao kindlerya, la critica che fai tu è giusta (anche se la colpa non è dell’agenda setting: oltre le teorie ci sono le persone che scelgono se applicarle o no) ma il problema è strutturale. I media classici (tv, radio e giornali) posseduti da grandi gruppi economici possono fare un informazione alternativa?

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