Parola di reporter: genesi dell’Altro

18 11 07 by

[…] Quando mi soffermo a riflettere sui miei viaggi intorno al mondo – viaggi iniziati ormai moltissimo tempo fa – talvolta mi ritrovo a pensare che i problemi più inquietanti in cui io mi sono imbattuto non erano i fronti e le frontiere, non erano le fatiche e i pericoli, bensì una costante insicurezza che mi poneva sempre le stesse domande: di che tipo sarà, come sarà e come si svolgerà l’incontro con l’Altro, con le altre persone che oggi mi capiterà d’incontrare lungo il cammino? […]

L’incontro con gli altri uomini è sempre stato un’esperienza universale e fondamentale per il genere umano. Gli archeologi ci dicono che i primissimi gruppi umani erano costituiti da piccole famiglie-tribù composte da 35-50 individui. Se la società fosse stata più grande, le sarebbe stato difficile muoversi velocemente e con efficienza. Se fosse stata più piccola, le sarebbe stato più difficile difendersi con successo e lottare per la sopravvivenza.
Ed ecco che ora la nostra piccola famiglia-tribù prosegue il cammino alla ricerca di nutrimento e all’improvviso si imbatte in un’altra famiglia-tribù. Che momento importante nella storia del mondo, che scoperta grandiosa! Scoprire che al mondo esistono altri uomini! Sinora il membro del nostro gruppo primitivo, muovendosi all’interno dei 30-50 suoi simili, poteva vivere nella convinzione di conoscere tutti gli uomini del mondo. E invece ecco che nel mondo vivono altri individui simili a lui, altri uomini!
Ma come comportarsi di fronte a una rivelazione del genere? Che atteggiamento assumere? Quale decisione prendere? Scagliarsi furiosamente contro quella gente nuova? Incrociarli con indifferenza e proseguire? Oppure tentare di conoscerli e di capirsi? […]

Può accadere che si giunga al duello, al conflitto, alla guerra. Le testimonianze di eventi di questo tipo sono conservate in tutti gli archivi, contrassegnate dagli innumerevoli campi di battaglia e dai resti di macerie sparsi in tutto il mondo. Sono la prova della disfatta dell’uomo, che non ha saputo o voluto venire a patti con gli Altri. Le letterature di tutti i Paesi e di tutte le epoche si sono appropriate di questa situazione – di questa nostra tragedia e debolezza – facendone un soggetto estremamente vario e ricco di atmosfere. Ma può anche succedere che la nostra famiglia-tribù, invece di assalire e combattere, decida di erigere uno steccato e di isolarsi. In conseguenza di un atteggiamento siffatto, col tempo cominceranno a sorgere costruzioni costituzionalmente simili l’una all’altra, come la Muraglia cinese, le torri e le porte di Babilonia, il limes romano o i muri in pietra degli Incas.

Fortunatamente la terra è colma anche di testimonianze che documentano un altro tipo di esperienza umana. Sono le testimonianze della collaborazione, come i resti dei fori e degli scali, come i luoghi dove sorgeva l’agorà e il sanctuarium, dove sono ancora visibili le sedi delle antiche università e accademie, oppure dove si sono conservate le tracce delle vie commerciali, la via della seta, la via dell’ambra, la via sahariana. In quei luoghi gli uomini si incontravano, si scambiavano pensieri, idee e merci, commerciavano, facevano affari, stipulavano intese e alleanze, rintracciavano scopi e valori comuni. Ciascuno ritrovava in se stesso almeno una particella dell’Altro, ci credeva, viveva in questa convinzione. […]

  

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4 Comments

  1. mi spiace non avelo mai conosciuto, non averci mai parlato, non averlo potuto sommergere con le milioni di domande che avrei voluto fargli. o anche solo passeggiare con lui per vedere dove guardava, dove posava i suoi occhi. sì, mi dispiace davvero.

  2. Già… e si può fare questa riflessione per molti altri grandi del reportage: tra i tanti, Terzani.
    E restando in tema, che onore un tuo commento sul mio blog! 🙂
    A presto

  3. mi spiace non averlo potuto fare prima, ma il lavoro mi prende il 90 per cento del tempo e nn riesco mai a leggere completamente ciò che scrivi… 🙂

  4. E’ ovvio! Non ti preoccupare e a presto! 🙂

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