I luoghi dell’abbandono

17 11 07 by

Arrakis è un minireportage di taglio sociale e dal sapore amaro.
Il suo autore lo definisce un documentario poetico di tributo ai luoghi e alle vittime del progresso industriale italiano, e si è ispirato – tra gli altri – al film-documentario L’Ordre – 1973 – di Jean-Daniel Pollet, che racconta dell’esilio forzato dei lebbrosi in un’isola greca nella prima metà del Novecento.

Si tratta di Andrea Di Nardo, venticinquenne milanese che ha lavorato con Silvestro Capelli, un ex-operaio laringectomizzato dal lungo contatto con l’amianto nella storica fabbrica Breda Fucine – ora abbandonata – di Sesto San Giovanni (Milano). Un laringectomizzato è un malato di tumore alla laringe: un mutilato della voce, che può sopravvivere grazie ad un operazione chirurgica – cioè l’asportazione delle corde vocali – ma non avrà più la sua voce. Ci sono delle terapie di recupero della fonazione, ma sarà sempre una voce inumana.

E’ questa la particolarità del reportage Arrakis: la voce di Silvestro si fa carico della narrazione, mentre le immagini di fabbriche abbandonate della Lombardia e del Veneto scorrono sullo schermo, con lo straordinario sottofondo delle musiche composte appositamente da Leonardo Marzagalia.

Racconta Silvestro in Arrakis: Si chiamava Franco Camporeale, lavoravamo sulla stessa macchina… veniva al lavoro, si appoggiava alla macchina e vomitava l’anima. Io pulivo e poi gli dicevo: “Franco, ma cosa fai qua? Non vedi che stai male? Stai a casa!” e lui mi rispondeva: “Se vado a casa mi mandano subito il medico fiscale e mi fa rientrare”. Aveva 45 anni quando è morto. […] Tutti sapevano e nessuno ha parlato. Lo sapevano i sindacati. Lo sapeva la direzione dell’azienda. Lo sapeva l’assessorato alla sanità. Lo sapevano tutti, e non gli operai che c’erano dentro. E così ci hanno condannato a morte, a menomazioni, ma non solamente noi che lavoravamo all’interno della fabbrica […]


L’intero documentario, che dura venti minuti e costituisce la tesi di laurea triennale dell’autore, sarà disponibile gratuitamente su internet. Qui trovate il trailer, e qui una serie di link a diversi blog che hanno trattato il problema dell’amianto.
Andate a visitare il suo blog e diffondete: si tratta dell’ennesimo impegno di speranza per dimostrare che i giovani italiani salveranno il giornalismo dalla “mafia dell’agenda setting” e dai fascisti dell’informazione.

 

Related Posts

Tags

Share This

4 Comments

  1. Diffondo subito !

  2. grazie cavoli!

    ti lascio una sequenza su cui sto ancora sbattendo un po’ la testa:

    http://vimeo.com/365302
    password: stilgar

    a presto!! 😀

  3. Grazie a te Andrea!!
    Promuovere il tuo lavoro era il minimo 😉
    a presto

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *